Recensioni

7

Il garage psichedelico che aveva caratterizzato l’esordio dei Go!zilla, Grabbing A Crocodile (pubblicato nel 2013) rimane il tratto distintivo anche del secondo disco della formazione toscana. Quella che cambia è la pasta sonora che caratterizza il tutto, nel caso di Sinking In Your Sea ancora più fangosa, labirintica, garagista, affogata nei bassi (i suoni, non gli strumenti). L’ultimo brano in scaletta, Xilitla, è un buon esempio in questo senso, anche se rappresenta un po’ un eccezione votata al trip lisergico in un disco che invece vive – forse più dell’esordio – di ritmiche tiratissime e chitarre distorte “usate a mo’ di ascia”.

Solo per dire che i Go!zilla riportano su disco quello che sono dal vivo, ovvero una macchina da guerra fatta di sudore e squilibrio da formazione a tre, tra melodie fumate (Looking In The Mirror), punk slabbrato che non sarebbe dispiaciuto alle L7 (Pollution), funk come lo avrebbero suonato dei Blues Explosion sotto LSD (Hiding Away) e bending elettrici acidissimi a riempire gli “stop” prima dei “go”. Tutto l’album lavora in questa direzione, premiando l’entusiasmo di un programma che non lascia molto spazio all’immaginazione – e ai dettagli formali particolarmente originali o curati – ma che al tempo stesso non molla di un centimetro nell’indagare quel bagno allucinogeno e in overdrive che artisti come i Jennifer Gentle hanno esplorato in passato, seppur ad altre latitudini estetiche.

Il risultato è un disco fondamentalmente “di genere”, che poco aggiunge a quanto già ascoltato nell’esordio della band (ad esempio, una fluidità negli scambi ancora maggiore), eppure credibile e scritto/suonato con intelligenza.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette