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7.2

Sesto album per il duo inglese. Dopo il buon Soundboy Rock i ragazzi cambiano sonorità e puntano, come richiedono i tempi, a uno zeitgeist  electrowave marcato Ottanta e filtrato pop. Qualche fan storcerà il naso, eppure la svolta si avvale di featuring interessanti: azzeccate le voci di Nick Littlemore degli Empire of the Sun (Look Me In The Eye Sister), Brian Ferry (ottimo il downtempo intimista in Shameless) e della wonder woman Saint Saviour.

Più che Roxy Music, è un condensato delle ultime rivisitazioni di Bat For Lashes (I Won’t Kneel, singolo già remixato dai nostri paladini italo Bloody Beetroots) mescolate con un sentire New Order (citati platealmente in Warsaw) che non guasta e, anzi, apre nuove prospettive per la premiata ditta di Andy Cato e Tom Findlay. Dal trip-hop alla disco, dalla balearica loungey agli anni 80 più luccicanti che mai.

Un salto nel buio pieno di rischi che convince e che aggiunge un’autorialità a una discografia fin qui troppo eterogenea e derivativa. In pole position con i Gus Gus, l’Armada ha fatto il grande salto. Love ‘em or hate ‘em, you, faceless poppers.

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