Recensioni

7.4

Con i GusGus, minimalismo techno e sensualità house si incontrano da sempre all’altezza di un synth pop angelico e condannato al peccato universale. Ogni riferimento a Dave Gahan è quindi puramente voluto, come naturalmente lo sono le speculazioni attorno al ghiaccio islandese e alle modalità di riscaldarsi dell’isola. Tutto è lecito quando si parla del trio di 24/7 che – a due anni da quell'album – si presenta sempre con President Bongo, Biggi Veira e Daníel Ágúst Haraldsson in pianta stabile e in più aggiunge una serie di guest d'eccezione come l’amico di lunga data Urður "Earth" Hákonardóttir, lo Hjaltalín Högni Egilsson e Davíð þór Jónsson.

Il disco, che riprende il lato glamour e le modalità dance del precedente (come poi tutta la poetica gusgusiana di sempre), era nato con intenzioni molto simili. Registrato in un cottage sperduto tra ghiacci e lava nel mezzo dell’Islanda comprendeva inizialmente una strumentazione di soli Doepfer (due macchine analogiche modulari) e voce (August). In un secondo momento, le session si sono arricchite di nuove spezie acquistando soprattutto quegli smalti rave e old skool house che rappresentano, di fatto, la cifra stilistica dell'album. Non a caso la cartella stampa cita i Beloved come remember del caso e se certe sonorità non sono nuove ai revival del momento (Magnetic Man) non lo sono neppure certe vecchie maniere house newyorchesi (Hercules And Love Affair)

Ancora una volta, la classe dei GusGus sta nell’aver innestato e assimilato le tendenze più fresche del panorama dance nella loro personale arctic-synth formula, un mix ultra cool pronto però alla pennata cosmica e votato questa volta più che mai a un misto di pop e soul. Tutte di ottima fattura le song di Arabian Horse e questo anche per merito di Urður “Earth” Hákonardóttir (al canto in Be With Me, Arabian Horse e Over). Preziosi infine i lavori di fino: gli archi di Samúel Jón Samúelsson nonché dell'accordion (e il banjo) di Davd Thor Jonsson. Top songs per noi: Changes Come è maestria nel tenere l'ascoltatore sul filo dell'onda; Benched: un altro colpo di coda che mixa idm, electro, battuta in downtempo tra tocchi ironici, smalti space e puntelli narrativi. Imprescindibili. 

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