Recensioni

6.5

Secondo LP dell’annata Captured Tracks a vedere coinvolto un membro dei Beach Fossils: dopo Oshin dei DIIV di Zachary Cole Smith, arriva Talent, primo lavoro del bassista John Penã a nome Heavenly Beat.

"Attractive music for attractive people" dice lui, ma la formula in questione, diciamolo subito, non è nuova al roster dell’etichetta di base a Brooklyn, tantomeno la varietà della proposta è esaltante.

Innocenti quanto intelligenti composizioni beat-driven di decantata ispirazione synth-pop svedese, i brani di Penã si basano su tastiere caraibiche, chitarre smooth, uso saltuario dell’overdubbing e morbide vocals bagnate nel riverbero, ovvero tutto ciò che serve ad un buon disco estivo e nulla più.

Confrontando i singoli e pezzi migliori – Messiah, Faithless e Tradition – il paragone con gli affini Craft Spells di Gallery ma soprattutto con l'atteso Nocturne di Wild Nothing è impietoso. La forza e assieme la debolezza di Talent stanno nella precisione con la quale Penã s’assicura il sole negli occhi e i 40 gradi all’ombra. Manca lo sforzo – compiuto dal side-project del bandmate Cole Smith – di ricerca di un minimo di personalità autonoma in allontanamento dalle certezze della "beach-reference", e quel che abbiamo è un album che difficilmente sopravviverà a Settembre.

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