Recensioni

6.7

Debuttano quest’anno ma gli Hello Forever potrebbero sbucar fuori tra qualche anno o averlo già fatto un decennio fa. Non cambierebbe molto, e non è assolutamente un demerito. Whatever It Is è un esordio che traduce in art pop la coralità degli Arcade Fire, una produzione scintillante in stile primi Wombats, ma soprattutto esotismi cari ai Vampire Weekend e un’aria scanzonata da hippie lisergici come quel mascalzone di Edward Shape e i suoi Magnetic Zeros.

Tra queste suggestioni spuntano anche le melodie care a Casablancas (Nature), i cori a metà tra Fab Four e Beach Boys (Get It Right) e qualche strappo ipnotico degno degli Animal Collective (Her Everything). Ma quello che potrebbe sembrare un folto elenco di riferimenti è, in realtà, un gioco di richiami filtrati attraverso un’identità incline ai ritmi e alla sperimentazione. Da questo punto di vista questo album è un bel laboratorio caotico, indefinito e affollato che conquista proprio perché cangiante e non circoscritto in formule statiche.

Certo, gli Hello Forever flirtano coi loro idoli (Anywhere Is Everywhere), ma lo fanno con una naturalezza non ruffiana e, più che additarli come cover band, sarà interessante seguirli nel loro processo di assestamento. Se saranno fedeli al loro estro, arriveranno canzoni ugualmente piacevoli e imprevedibili ma ben più personali.

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