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Escluse le famose compilation e le raccolte di remix, il debutto degli Hercules And Love Affair è il primo full leight griffato DFA del tutto “disco”. Un lavoro che farà molto parlare di sé e sicuramente replicherà la cosa Rapture in virtù di un singolo, Blind, che se non battezzerà un genere, la neo new wave, come successo con House of Jealous Lovers, di certo porterà il pubblico indie che segue le sorti dell’etichetta newyorkese ad avvicinarsi ad assiomi come Chicago house e New York garage. Ma cos’è Blind? Semplice, è una supernova che risuonerà per molto, ma molto tempo nelle piste da ballo più intellighenti con tutti, dal dj che dovrà assolutamente suonarla al pubblico che dovrà assolutamente ballarla, obbligati a viverla. Una crosta tardo disco architettata dal titolare del progetto Hercules, Andrew Butler, e baciata dal cantato insospettabile di Antony Hegarty a tutti noto per i suoi Johnsons. Una bomba dionisiaca dal battito, quello iniziale, stretto parente del Dope remix di Get Down del Todd Terry Allstars e risolto, con Antony in delirio esistenziale, tra Moroder, certe pagine house chicagoane e Frankie Knuckles che non a caso, rivedendovi forse un mood alla Your Love, ne ha redatto un remix che brilla di sudore e luce.

Tocca ascoltare e tastare con orecchio senza, però, errare e soffermarsi solo su quanto detto – e su quanto si dirà in giro – visto che la nuova chicca di casa DFA è un team stellare che ai citati Butler (classe ’78 con la passione per i Kraftwerk) e Antony vede sfilare la disegnatrice di gioielli, nonché musa-vocalist di molti set di Butler, Kim Ann Foxman destreggiarsi nelle trame old skool di Athene e l’ugola di Nomi – bellissima e dal timbro soul manco fosse la nuova Alison Moyet – impreziosire di lussuria i fiati de l’Hercules’ Theme e duettare con Antony nell’electro di You Belong. E poi lui, ancora la voce dei Johnsons, pervadere di dolcezza le chitarre e i synth di Time Will e sentirsi un Klaus Nomi (o Boy Gorge) come l’avrebbe inteso Frankie Knuckles nel funk impeccabile, ancora deliziato dai fiati, di Raise Me Up mentre l’ideatore del progetto Andrew canta dei suoi amori nella jazzata This Is My Love.

Amori, forse, immaginifici come l’idea di creare un concept sull’antica Roma che pare gli sia sovvenuta durante una festa di compleanno ed aver convinto tutti gli invitati a travestirsi da divinità greche o romane. Lui era Apollo, Dio della medicina e della musica. E Dio dei parquet disco a venire.

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