• Nov
    04
    2016

Album

Tendril Tales

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Il ritorno a distanza di quasi sette anni dal precedente album sotto la sigla sociale Hope Sandoval & The Warm Inventions vede la metà dei Mazzy StarColm Ó Cíosóig, batterista originale dei My Bloody Valentine, tornare a frequentare un mondo psichedelico fatto di folk essenziale, brani sostanzialmente lineari e un mood (tra)sognante acido ma non troppo. È un disco narcotico, che culla l’ascoltatore attraverso la materia di cui sono fatte le canzoni dei Low, di Bert Jansch e dei Pentangle, degli Arborea, ma anche nel lato oscuro che la band della Sandoval andava a pescare direttamente nei Doors e nei Velvet Underground. 

Il precedente Through The Devil Softly del 2009 era, nelle parole di Antonello Comunale, «un film di cui si conosce già la storia», con un copione tra i Cowboys Junkies Dream Syndicate. Qui, sfumature a parte, il discorso non cambia di molto. Tutto, se volete, si può riassumere in quell «it’s all in the groove» che la Sandoval e l’ospite di lusso Kurt Vile cantano in Let Me Get There: un groove, a volte delicato a volte meno, su cui adagiare circolarmente melodie poco più che accennate. È un lavoro di atmosfera, in cui potete prendere questo o quel brano, e l’equazione non cambierà mai, perfetto per un sottofondo piacevole o un attimo di spleen inatteso, quasi da snack agrodolce nell’aridità dello stress quotidiano. Un disco che, riproponendo una formula già vincente, è già un piccolo classico senza tempo, ma che non crediamo lascerà alcun graffio.

4 Novembre 2016
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