• Mag
    01
    2006

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EMI

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Dopo una prova d’esordio poco meno che meravigliosa (Coming On Strong, pubblicato nel 2004 dalla Moshi Moshi Records), erano in molti ad attendere gli Hot Chip al varco del secondo album, ansiosi di capire se quel disco fosse stato veramente l’inizio di un’avventura sopra le righe oppure un fortunato incidente di quelli che sempre più spesso accadono a coloro che si cimentano con laptop, console giocattolo e macchinari vari. Una curiosità divenuta addirittura morbosa da quando è cominciata a circolare la voce che la band inglese aveva stretto un patto d’acciaio con i tipi della DFA entrando quindi in combutta con quello che è il team di produttori più agguerrito, chiacchierato e corteggiato del momento.

L’idea comune era che questo sodalizio potesse generare delle vere e proprie alterazioni stilistiche in casa Hot Chip magari rendendo più heavy e pulsante il groove della band. Niente di tutto questo è invece successo, il dna della band inglese è rimasto pressoché inalterato, sempre fedelmente ancorato a quel techno/soul/pop di matrice eightes che anche in questo secondo episodio costituisce la piattaforma ideale dalla quale si diramano le evoluzioni sonore di Joe Goddard e soci. Apparentemente più “solare” e scanzonato di Coming On Strong, The Warning viene letteralmente spedito in orbita dai primi due singoli estratti dall’album And I Was A Boy From School e Over And Over (per chi avesse voglia, tempo e desiderio, in circolazione esistono molte versioni di questi due brani licenziati in formato sette e dodici pollici con ottimi remix firmati, tra gli altri, da Erol Alkan e Solid Groove), rispettivamente una limpida cavalcata pop house come gli X Press 2 impegnati a produrre il nuovo singolo degli Orange Juice ed un improbabile numero spastic dance rock contornato di chitarre elettriche, videogame e fraseggi di organo, il cui video, in fottuto nerd style, è già diventato un must sulle televisioni specializzate. Il resto dell’album si attesta, ovviamente, un gradino al di sotto dei due brani precedentemente citati, ma è comunque materiale di grandissimo spessore: la title track si allunga come un vellutato carillion breakbeat dal ritornello assassino, Look After Me il brano da ascoltare nel post party accoccolati con la ragazza del cuore, Arrest Yourself la traccia electro che i Talking Heads scriverebbero oggi, So Glad To See You una robo ballata per ingranaggi umani, No Fit State semplicemente quello che manca nell’ultimo album dei Royksoppovverosia la Beta Band alle prese con la contemporaneità euro-pop. Impossibile chiedere di più, difficile immaginare qualcosa di meglio in ambito (techno) pop. The Warning è un album da possedere a tutti i costi.

1 Maggio 2006
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