• feb
    16
    2015

Album

XL

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“Ibeyi” significa “gemelle” in Yoruba, la lingua e la cultura che dall’Africa Occidentale gli schiavi si sono portati nei canti fino ai Caraibi. E le due sorelle Diaz, figlie di un artista cubano del giro dei Buona Vista Social Club, ma piantate nella Parigi multietnica di oggi assieme alla mamma venezuelana, hanno il soul e il gospel che scorre loro nelle vene. Tale è la maturità di questo esordio, non perfetto ma sicuramente d’impatto, da far presto dimenticare che Lisa-Kainde e Naomi non hanno nemmeno vent’anni.

La forza del disco, dovessimo ridurre tutto a una sola variabile, sta in un equilibrio praticamente perfetto tra elementi africani, cubani (grande protagonista è il cajon, strumento da strada dell’isola caraibica), ma spruzzati di elettronica, pianismo classico ed europeo. Merito forse della koiné musicale che in casa, visto il padre, si deve sempre essere parlata, unita a orecchie attente a quello che accade nella scena contemporanea, di qui e di là dell’oceano, come mostra un mix condiviso sul sito della rivista Complex: Kate Bush che incontra James Blake (sono questi due degli estremi geografico-musicali anche della musica del duo), ma anche tanto hip hop e l’Africa, oltre che la regina Nina Simone.

Passato e presente convivono sulla lunga distanza, come avevano già mostrato i singoli Mama Says (il dolore di una donna che perde il marito, il padre delle Diaz, scomparso nel 2006), River (un blues/gospel che unisce le due sponde dell’Atlantico) e Oya (un’elegia multilingue sugli elementi naturali). Per Lisa-Kainde e Naomi, pur con le differenti sensibilità che le caratterizzano, le canzoni sono come preghiere. Siamo ben lieti di accoglierle.

13 febbraio 2015
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