Recensioni

<p>Attese spasmodiche, tragedie accadute o sfiorate
(dalla morte di Heath Ledger all’incidente automobilistico di Morgan Freeman,
passando per l’arresto di Christian Bale), e un’intelligentissima campagna
pubblicitaria che più virale non si può, hanno consegnato <b><i>Il Cavaliere Oscuro</i></b> alla
storia del cinema ancora prima di averlo visto apparire sul grande schermo.</p>
<p class=”recensionetesto”>Inevitabile quindi, dopo il bello ma abbastanza
introduttivo <b><i>Batman Begins</i></b>, pensare che sia arrivato per <b>Nolan</b> il tempo delle conferme, dei
giudizi, di una gogna pubblica evitata grazie ad un risultato che riesce quasi
a superare le aspettative. Era infatti difficile immaginare di assistere a qualcosa
di così… “serious”.</p>
<p class=”recensionetesto”>Il Batman di Nolan rigetta sia le mostruosità gotiche
di Burton che la farsa pop di Schumacher, mettendo in scena una realtà urbana,
popolata prima di tutto da criminali e poliziotti spesso ugualmente criminali,
che volge inevitabilmente verso la nascita di un mondo anarchico fatto di freak
ed eroi.</p>
<p class=”recensionetesto”>Svolazzando fra un palazzo e l’altro, con un occhio
ispirato dal <b>Michael Mann</b> più
metropolitano, Nolan presenta una nuova Gotham come teatro del cambiamento,
facendo propri gli strumenti del thriller poliziesco e del noir, con un
discorso che vive lungo le linee dei volti di tre protagonisti assoluti.</p>
<p class=”recensionetesto”>Batman, maschera che combatte prima di tutto contro
l’uomo che la indossa, vive la drammatica consapevolezza che la sua città finirà
per meritarsi un eroe che sia ombra, che sia oscuro, nascosto ed inafferrabile,
annullando ogni possibilità di redenzione alla luce del sole. Un Batman
detective prima che eroe, che utilizza gli strumenti degli uomini ma che a
causa della natura di quella maschera deve per forza elevarsi ad un livello
superiore, con il coraggio sofferto della scelta più giusta da fare. Non per
sé, ma per il bene di quella città che l’ha creato e che lui stesso ha
trasformato.</p>
<p class=”recensionetesto”>Fra queste sue involontarie creazioni, il Joker è il
criminale di classe superiore che Gotham si merita: l’altra faccia del dovere
assoluto. La sua anarchia rappresenta la definitiva trasformazione
dell’universo metropolitano verso il caos che non ha più nulla in cui credere.
Giustizia ed ingiustizia diventano valori superati grazie all’infezione che il
criminale, vero e proprio virus dalla mente e dall’aspetto ugualmente malati,
produce all’interno del corpo della stessa società che l’ha creato: <i>“I criminali in questa città credevano in
qualcosa: onore, rispetto,…”</i> ma ora, nell’era delle maschere, tutto è cambiato.</p>
<p>Joker è lo specchio di quello che Bruce Wayne ha paura
di diventare: non più un uomo, ma maschera pura e rifiuto della propria
identità naturale. Eroe e nemesi donano al bianco ed al nero significati
invertiti: l’oscurità, culla del giustiziere integerrimo, contro l’ilare
pallore del pazzo criminale.</p>
<p>Ed è proprio fra queste due prospettive, complementari
e necessarie l’una all’altra, che si inserisce la trasformazione del
procuratore distrettuale Harvey Dent nelle due facce della stessa moneta. Per quanto
la mastodontica interpretazione di <b>Heath
Ledger</b>, in odore di Oscar postumo, appaia come il centro della pellicola, è
invece nel personaggio di Due Facce che si può quadrare il cerchio. </p>
<p>Via di mezzo e sintesi non solo dell’eterna lotta fra
il bene e il male di Batman e Joker, ma di tutto l’universo supereroistico.
Vera e propria discesa negli inferi, la trasformazione di Harvey Dent da “<i>White Knight”</i> a novello Chigurh è,
esattamente come nell’ultimo capolavoro dei <b>Coen</b>, il segno dei tempi che stanno cambiando: ora Gotham è una
città marcia fino al midollo capace di corrompere anche la propria ultima
speranza.</p>
<p>Poco importa delle fastidiose derive buoniste che
fanno seguito al fallimento del Joker, perché Gotham, vera e assoluta
protagonista della pellicola, continua ad essere una città che si merita infine
un eroe perseguitato come un criminale durante la notte, ed un volto martire
puro proposto con l’inganno durante il giorno.</p>

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