Recensioni

Lei è Alessandra Contini, bassista. Lui è Gianluca De Rubertis, chitarrista e tastierista già al lavoro con gli Studiodavoli. Messi assieme fanno Il Genio, duo salentino coi sogni sonici in intrigante libera uscita temporale e spaziale. Per dire, ostentano verve incalzante e acidità giocosa come balocchi Pizzicato Five (A questo punto), cosmico dandysmo sixties in gelatina eighties (Fortuna è sera), modernariato italo wave con germi jap & french (Le bugie di François).
Una certa propensione al grado zero ultrapop li avvicina all’agra spiritosaggine dei Maisie– quel ciarlare con aria svampita di cose complesse o viceversa – cui il canto da ninfetta svenevole di Alessandra regala nuances appiccicosette e beffarde. Vedi quella Tutto è come sei tu che spedisce Stefania Rotolo tra brume spacey e miraggi desertici, una Non è possibile che snocciola disarmante bignami della teoria "never on moon", oppure – soprattutto – quella Pop porno che sembra una rediviva Ilona Staller circuita dagli Human League.
Quando invece mettono assieme le voci fanno anche di più, ovvero titillano fantasmatiche oleografie gainsbourghiane sempre in bilico tra caricatura e citazione (La pathetique), cortocircuitando spesso e volentieri tra ironia e disincanto come dei Baustelle androidi (Applique). Gli perdoniamo di buon grado qualche gratuito rosario di stereotipi, tipo il profluvio di stereotipi filmici a perdere di Una giapponese a Roma e Gli eroi del kung fu. Per il semplice motivo che sono divertenti col giusto peso specifico, insidiosi senza mai smettere la mise provocante e/o birbantella.
Non stupisce quindi rinvenire il nome di Mr Jennifer Gentlein persona Marco Fasolo tra i "supervisori artistici", né che vengano distribuiti dalla Disastro Records, neonata etichetta nella gloriosa famiglia Cramps.
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