Recensioni

5.2

Se per fare rock & roll bastasse rimboccarsi le maniche e sputare qualche parola colorita su un pugno di chitarre veloci, saremmo tutti i Sex Pistols. Purtroppo non è sufficiente e chi lo fa d'abitudine, come il Giorgio Canali qui chiamato a produrre, sa bene di poterselo permettere in virtù di un bagaglio di esperienze solido e di lungo corso. Diversamente, il rischio è quello di far tanto rumore per nulla, con la rivoluzione nei tatuaggi e nelle mani Radical chic un cazzo: un lavoro che, pur esemplificando un ideale di rock al femminile grezzo e ruvido, difetta di credibilità.

In generale l'orbita è quella di un grunge-punk di scuola Hole/L7/Nirvana prima maniera (o se volete Sleater-Kinney), anche se nei circa trenta minuti della tracklist c'è pure spazio per certo rock generalista con qualche accento cantautorale: Mondo indistruttibile ha il gusto vintage dei Pitch di Bambina atomica, Crocifinzione riprende lo stile del Canali mentore, Il giorno della neve è uno strumentale in odore di post-rock, Preghiera arriva a citare un Ivano Fossati elettrificato, Prendendo un caffè con Mozart omaggia al contempo i Punkreas di Sosta e i Dead Kennedys di California Über Alles. Non bastasse questo, Radical chic un cazzo veicola suo malgrado un immaginario ricolmo di stereotipi fuori tempo massimo, pose comprese. Quello di una riot girrrl di più di trent'anni che tra una "grandissima puttana" e un' "esteticamente orrenda", con La mia professoressa di italiano mette su un anthem per quindicenni sboccato anche nelle aspirazioni.

La Volpe ci prova a scimmiottare l'atteggiamento barricadero dell'ex C.S.I. in trasferta: del resto tre profili facebook da cinquemila persone l'uno e una storia artistica nata nel 2006 le danno ragione. Come pure un approccio alla parte musicale che nei pezzi più energici non ci sentiremmo di buttar via, non fosse altro che per la convinzione messa in campo e la coerente riscoperta di un "chitarrismo" fossilizzato e roccioso. Roba che con Il teatro degli orrori (omaggiati dalla cover di Direzioni diverse), Verdena e compagnia bella continua a raccogliere estimatori in giro per la penisola. Detto questo, rappezzare parentesi infelici come Fiction o Gli incubi di un tubetto di crema arancione (vedi alla voce Manuel Agnelli) resta un compito improbo anche per qualche riff ben assestato.

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