Recensioni

E venne anche il terzo album per il sodalizio Campbell-Lanegan, in breve divenuto una specie d'istituzione del pop-rock alternativo. In occasione di questo Hawk i due provano a variare la portata incrociando coordinate country-blues, con particolare riferimento alle due cover di Townes Van Zandt, una brumosa Snake Song e la splendida No Place To Fall, quest'ultima cantata da Isobel in coppia con Willy Mason, giovane folksinger newyorkese. Non mancano ovviamente le prove sul terreno dell'errebì dolciastro e paludoso, nel quale il chimismo della coppia si esalta con un'efficacia quasi irritante (vedi la trepida Time Of The Season o la cupa You Won't Let Me Down Again), salvo poi giocare a ritagliarsi spazi propri al punto che fai fatica a percepire la presenza dell'altro (ad esempio, se la languida To Hell & Back Again è pura farina del sacco Campbell, il mezzo pasticcio gospel di Lately è tutto ascrivibile a Lanegan).
Affiora insomma la sensazione di un certo automatismo (vedi la piattezza disarmante del duetto in Come Undone), assieme al sospetto che la confezione del prodotto abbia sopravanzato tutte le altre istanze in ballo. Tuttavia, momenti come la ruspante Get Behind Me o l'assorta We Die And See Beauty Reign ci ricordano l'intrigante peculiarità di questa accoppiata, che probabilmente ha ancora qualche bella cartuccia da sparare.
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