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6.9

Sempre concettuale James Ferraro, anche quando non si dà a una personale possibile sistematizzazione estetica della hauntology – il controverso ma comunque importante Far Side Virtual – o non si cimenta – situazionista? – con la tradizione della musica corale. Sempre concettuale: anche quando sulla testa fa vincere l’orecchio e per una volta si concentra – sempre fedele però al proprio immaginario – sui suoni di oggi. Copertina nerissima e minimale, la scritta Sushi appena distinguibile in toni di grigio, stile finto bassorilievo, e dentro una musica decorativa e golosa, proprio come i piatti di pesce crudo giapponese: ma una musica, sotto sotto, a ben sentire, rigorosa e monocroma, fredda sotto la superficie calda di nowness electro/wonky.

Anche se il singolo SO N2U ha un gusto break/downtempo innegabilmente primi anni Novanta (e l’incipitaria Powder ha in trasparenza un’anima praticamente drill, altro fantasmatico richiamo quindi a quel decennio), il focus è sempre e comunque sugli anni Ottanta, stanza degli specchi dalla quale Ferraro non ha la benché minima intenzione di uscire: Ottanta non più però concentrati in forma di ultralucidi acquerelli elettronici miniaturizzati – Far Side Virtual appunto – ma aggiornati ai nostri giorni e quindi declinati, strato su strato, con tutti i trick che la cosmesi produttiva anni Dieci mette a disposizione, vedere i sapori addirittura juke/footwork spalmati tra le tracce (specialmente i cut vocali di Jump Shot Earth, Flamboyant e della soulrappusa Lovesick).

Laddove Far Side era naif e lineare, Sushi è grumoso e barocco: un guazzabuglio di suoni che per svagatezza e formato può anche far pensare a un update degli Psychic Chasms di Neon Indian (altro disco controverso e importante), ma con tutt’altra capacità costruttiva e di sintesi (Baby Mitsubishi, con sotto l’house che cova; Condom; Bootycall), cosa questa che ci piace ascrivere alle basi – occhio – alla fine hip hop di tutto (E 7; appunto e di nuovo, Lovesick). Ancora un buon disco per Ferraro, che non smentisce la sua anima di giocherellone cervellotico, perfettamente a metà tra genio incompreso (o al contrario sovrastimato) e slacker elettronico.

Qui sotto lo streaming integrale dell’album, attraverso il canale Soundcloud di Dazed Digital.

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