• Giu
    01
    2010

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!K7

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Lo scorso inverno James Holden al Kindergarden di Bologna si è presentato per quel grande DJ e producer che tutti dovrebbero conoscere e andarsi a cercare. Lui è un ragazzo che crede ancora che nei Club si possa esprimere della creatività e che far girare i dischi non sia solo un sincronizzare BPM. Holden è inoltre la mente creativa dietro alla svolta dance dell’amico e compagno di set Four Tet, oltre che il boss di quella Border Community, una piccola label che tre anni fa aveva fatto gridare a un nuovo rinascimento dance londinese senza più confini tra Londra e Berlino (Apparat, Ellen Allien), il passato e il presente di un’elettronica onirica da ballare.

Non è un caso se quelli della !K7 l’abbiano voluto nella doppia uscita estiva della serie assieme ad un altro grande innovatore della scena brit 00 che è Kode 9 (a fine giugno), altro label manager (per Hyperdub) rispetto al quale James rappresenta un possibile contraltare bianco e spirituale, specializzato in crescendo calibrati che guardano al kraut rock e alla trance.

Come una zona di decompressione dopo Club, il Kicks diventa un unico trip di stranianti groove coltivati con rigore e una conduzione quasi liturgica, un risultato affascinante soprattutto per questo frangiflutti di suoni arenati nell’alba dell’after party. Pure quando si tratta di mettere i pezzi di Caribou, Kieran Hebden (con Steve Reid), Piano Magic e persino Mogwai (in un remix dello stesso James), James fa comunque risaltare la polpa del soundo, un fiorire di beat che si avvicinano e allontanano trovando il perfetto bliss. L’estasi del ballo e della mente.

19 Maggio 2010
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