• set
    28
    2018

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DECCA

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Jazz-funk e techno hanno sempre avuto punti in comune. Anzi, la nascita del genere che ha sublimato l’incontro tra l’arte musicale e le macchine si deve proprio alla fascinazione dei padri fondatori di Detroit – Derrick May, Kevin Saunderson e Juan Atkins – per l’idea di un funky robotico e meccanico. I contatti tra questi due mondi si rinnovano con la collaborazione tra Jeff Mills, nome tutelare della techno, e Tony Allen (padre dell’afrobeat, batterista per Fela Kuti, collaboratore del trio di Moritz Von Oswald ecc.), uniti nel progetto discografico Tomorrow Comes The Harvest, pubblicato dalla label inglese Decca Records fondata nel 1929 da Edward Lewis.

In realtà la fiamma che li ha portati a collaborare si era già accesa nel 2016, anno in cui condivisero un set in un Jazz Club di Parigi. Da quel momento Jeff Mills e Tony Allen hanno compreso che potevano chiudersi in studio per creare qualcosa. L’alieno – in press release – ha definito il progetto «più grande delle singole parti». Nulla per cui sobbalzare dalla sedia però, nonostante il disco si presenti come una ben assortita jam session di percussioni afro-beat – capitanata magistralmente da Allen e puntellata qua e là dagli inserti di synth, manopole e bleep di Mills – che assume un tono space funk semi-melodico grazie all’incrocio di tastiere e organo. La scaletta, composta da dieci tracce, di cui cinque originali e altrettanti edit con differenze poco percepibili, segue per la maggior parte della durata del disco (1 ora e 2 minuti) lo stesso concept narrativo e strutturale: in Locked And Loaded il tocco di Jeff Mills è quasi impercettibile – si limita all’innesto di effetti di tensione e di beat meccanici mentre salgono in primo piano le avventure alla batteria del musicista nigeriano (vero cuore pulsante dell’intero album) e le note allungate dell’organo; in On The Run spiccano increspature acide e tastiere che volano nello spazio; The Seed, dove le manopole aliene oscillano a passeggio con un avvolgente basso per poi trovare riposo in una melodica linea di tastiera, è forse l’episodio più riuscito per slancio emotivo e incastro tra gli elementi. The Night Watcher spezza il carattere leggermente monocorde con cui si muovono le tracce, inserendo dub dalle parti della Rhythm & Sound (vedi il sopracitato Von Oswald) e uno spoken word a cura di Carl Hancock Rux, paroliere, scrittore e cantautore americano che ha collaborato anche con Nick Cave e Nona Hendryx.

L’idea di unire il funky di Allen al tocco alieno di Jeff Mills è senza dubbio ammirevole ma la verità è che Tomorrow Comes The Harvest suona come un esercizio formale a cui sembrano mancare l’urgenza e i contenuti da veicolare.

30 Settembre 2018
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