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7.5

Alcune volte le collaborazioni arrivano come una vera e propria epifania. Basta uno sguardo, un gesto, e si riesce a comunicare in modo del tutto empatico con l’altro e a seguire telepaticamente le infinite direzioni che si aprono di continuo. Certo, non è una cosa che succede troppo frequentemente in modo così cristallino, ma tuttavia ogni tanto accade. Un piacevolissimo esempio è appunto l’incontro tra Marisa Anderson, chitarrista prolifica e autrice di interessanti album world-country, e Jim White, batterista dei Dirty Three.

In The Quickening i due si ritrovano per la prima volta a suonare liberamente, improvvisano su tematiche country folk con un senso dell’interplay molto poetico, capace di calibrare la varietà espressiva rifinendola con uno spessore appagante. Tra i dieci pezzi del disco il sapore della frontiera è forte, le tensioni si dilatano per poi rincorrersi su trame più intense e distendersi ancora. Un movimento quasi organico mosso dal puro istinto emotivo che fa cambiare le consistenze con la rifrazione della luce: i brani acquistano corporeità e poi la disperdono, trovano ristoro nel calore e aguzzano appena i nervi nell’ombrosità, pur sempre con un leggero tiro disorientante che affascina.

White per l’occasione rispolvera il tocco con gli sperimentalismi dei suoi primordiali Tren Brothers e la Anderson “disorganizza” il suo stile aprendolo alla continua sollecitazione simbiotica. Così le partiture si raggrumano in intense tessiture free (Gathering, The Quickening), evaporano in evanescenze desertiche (Unwriten, Pallet) e trovano consistenze di mezzo che si pongono come territori liminari (Driver). A tratti il gioco riallinea tensioni post-rock su confini prewar, tuttavia sempre pronto a slabbrarli (Last Days, The Lucky). E a fine traversata ci si accorge che la concatenazione dei brani scivola centratissima e senza sbavature.

Quando un album riesce a essere tanto riconciliante quanto così psicologicamente stimolante, allora ci si trova davanti a un percorso gratificante che si ha davvero piacere a intraprendere più volte. Per questo The Quickening si rivela una delle esperienze più interessanti dell’anno.

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