Recensioni
John Carpenter
Halloween III: Season of the Witch
-
Antonello Comunale
- 21 Dicembre 2007

Sono passati 25 anni dall’uscita nelle sale di Halloween III di Tommy Lee Wallace e della corrispondente soundtrack scritta ed eseguita da John Carpenter e Alan Howarth. Il film andò male per tutta una serie di ragioni, prima fra tutte l’assenza di Michael Myers come villain. Il terzo capitolo della serie è infatti l’unico a non essere incentrato sulle gesta del folle uomo del male, che va in giro a sgozzare babysitter con il volto coperto da una maschera bianca con le sembianze di William Shatner (il capitano Kirk di Star Trek).
Con il terzo capitolo i produttori volevano inaugurare un franchising nuovo. Una serie di film ambientati nella notte di Ognissanti con diverse storie minacciose e apocalittiche. Il flop del film li indusse poi a ritrovare Myers per i successivi capitoli, ma questo terzo Halloween, incentrato su una setta di druidi che vogliono conquistare il mondo attraverso una miscela esplosiva di maschere di carnevale e segnali televisivi, è diventato un piccolo culto nel corso degli anni. Ma ancora più di culto la sua colonna sonora, mai ristampata fino ad ora, e battuta occasionalmente a cifre esagerate sulle aste di eBay. In occasione del 25° anniversario dalla sua uscita, Alan Howarth si è quindi deciso a ristampare lo score aggiungendo ben 13 partiture scartate dalla colonna sonora originale e mai pubblicate finora. L’occasione è quindi incredibilmente ghiotta, anche perché lo score di Halloween III va certamente annoverato tra i capolavori del Carpenter musicista.
I due per l’occasione inaugurarono un modo nuovo di comporre, suonando in sincrono mentre le immagini del film venivano restituite su un monitor, non sapendo che così facendo stavano praticamente anticipando il sequencing digitale delle tracce, che sarebbe diventato di uso comune solo anni dopo. Questo metodo ribattezzato da Carpenter “a musical electronic coloring book” giustifica quindi l’incredibile comunione tra immagini e musica. Si veda per esempio la sequenza iniziale dei titoli di testa e dell’inseguimento in macchina al suono di Chariots Of Pumpkins. Non essendoci più Michael Myers i due decisero che dovevano lasciar perdere anche il celeberrimo tema scritto per il primo capitolo, per concentrarsi su un nuovo tipo di musiche. Quelle che ascoltiamo sono quindi le personalissime e terrificanti marcette sintetiche in cui si specializzò il regista di Carthage, facendo un uso sempre più massiccio di sintetizzatori e tastiere analogiche. Questo score sarà alla base dello stile anni ’80 del Carpenter musicista, che tornerà ad usare a più riprese metodo e movenze di questi brani confermandolo come un vero e proprio pioniere della musica elettronica nel senso più ampio del termine.
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