• mar
    01
    2012

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RVNG Intl.

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Che cos'è l'estasi, quel sentimento religioso che ha caratterizzato la ricerca spirituale di migliaia di monaci medievali? A sentire la conclusiva This Is Ekstasis, la risposta di Julia Holter sembra essere un trasporto rituale che si incastra tra l'ambient, l'avant cameristico, il drone psichedelico, la new age, il free form e un uso isolazionista della tecnologia. Ma il risultato è ben lungi dall'essere un credo inaccessibile. Tutt'altro: il lato più efficace della seconda prova sulla lunga distanza per la compositrice californiana è il suo essere perennemento in bilico tra alto e basso, tra fuga in avanti e capacità di essere sempre decifrabile.

Ispirato da oscuri e non meglio precisati manoscritti medievali, Ekstasis è un'indagine senza confini nell'atmosfera e nell'evocazione, in gioco di specchi che fa sembrare tutto diverso ma uguale. Prendete l'intreccio di linee vocali di Marienband: un attimo sembra di sentire Enya, ma ad ascoltare meglio ci si trova dentro una Laurie Anderson meno cerebrale, ma anche una Nico appena un po' meno ieratica. Altrove intreccia droni con bozzetti camerisitici (r Felix) o altere percussioni Eighties con field recording e un coro angelico (Our Sorrows, con in coda un omaggio mascherato ai Kraftwerk). L'incedere claudicante di Moni Mon Amie è un viaggio in un folk reso sintetico, come di un bosco di bit e Fender Rhodes. In The Same Room sembra un outtake da un qualsiasi disco synth di fine Ottanta, ma è carica di rimandi a Robert Wyatt. Non v'è mai un approdo definitivo e Julia Holter preferisce svicolare dalla struttura strofa-ritornello-strofa, ma nonostante i continui scarti, ogni brano ha più che abbondante personalità per rimanere impressi, più che nella mente, nella sfera del sentimento.

A differenza di Julianna Barwick, altra indagatrice contemporanea di suoni sintetici e atmosfere magiche, la forza romatica ed espressionista della Holter la pone al riparo da aridi inviluppi cerebrali e si dispiega in dieci affreschi senza tempo.

29 marzo 2012
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