Recensioni

4.5

La barca Strokes era un capello di carta e loro lo avevano capito prima di tutti. I boys che ieri furono Re ora possono soltanto sventolarci una fama virtuale. L’every kid indie simpatizzante gli voltò le spalle e i side project (sempre meno side) dimostrano interessi reali in seno a una band che nel lontano 2006 ci lasciò con un pugno di mosche chiamato First Impressions of Earth, stroncato quasi ovunque e salvato soltanto da chi aveva qualche interesse di booking. Così i fatti riportano family life per Fraiture e Valesi (ammogliati e neo babbi), carriera solista (e già due album all’attivo) per il bravino (ma non troppo) Albert Hammond Jr., i giochi di sponda à la Ringo Starr per il Moretti tirato per la camicia da mille parti che se non altro ha prodotto due belle collaborazioni a nome Little Joy e Megapuss. E Julian?

Già, mancava lui. Il brandizzante/cristallizzante di un’esperienza che poteva contare sugli incastri – altezza sophomore – di Valesi-Hammond e che invece buttò alle ortiche pure quelli. In Phrazes for the Young, Casablancas non farà che avvalorarci la tesi. Converte elettro-wave il formato rockish della band cantandoci esattamente come sa e sfornandoci una tracklist di otto canzoncine nelle quali la maturazione artistica è ferma all’esordio strokesiano. In Out Of The Blue parrebbe prendersi di petto Is This It? e suonarcelo syntetico, magari Blondie-style, ma è soltanto un miraggio. Lo troviamo intento in scialbe versioni di vecchi hit con le macchine (Glass), oppure in ballate autoironiche per salvarsi le chiappe. Rari i momenti di nota (Tourist), pur con una produzione di pregio e di carattere (quello che manca a lui).

Dopo il deludente – ma non insufficiente – Paul Banks / Julian Plenti, solista di un’altra band su cui si era puntato molto (gli Interpol), abbiamo un esordio senza uscita e la garanzia di un brutto album firmato Strokes per il futuro.

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