• Mag
    01
    2012

Album

Trovarobato, Woodworm

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Prossimi al rientro in pista a tre anni di distanza dall’ottimo Our Secret Ceremony, i Julie’s Haircut solleticano l’appetito dei fan con un mini vinilico niente male. Ben saldi nelle radici di un suono costruito nel corso di una carriera lunga e rispettabile, ma mossi sempre da una irrequietezza di fondo che ne mina da dentro il tutto, portando alla ricerca e alla sperimentazione.

Non un fatto nuovo per i Julie’s, quello di sperimentare forme nuove e tentazioni varie nelle produzioni corte. Solo ultimamente si possono contare le collaborazioni con Sonic Boom, prima, per il 10” N-Waves/U-Waves, e coi Mariposa, poi, per avventurarsi nell’omaggio a Nino Rota e Jodorowsky. Ora questa variazioni sulla fauna – sorta di indagine sul rapporto uomo/natura/universo – che giocano col calembour su un doppio piano. In primis, con un immaginario filosofico-letterario che gioca con rimandi e sponde citando a vario titolo o ispirandosi a Leopardi, Yeats, Keplero, Von Humboldt e (chissà?) col saggio sulla alterazione della percezione “The Marriage Of The Sun And Moon” di Andrew Weil.

Percezione che si dilata, com’è ormai tradizione, anche sul versante musicale del quintetto, sempre in equilibrio tra strumentazione acustica e digitale. Così tra psichedelia addolcita e incalzante (Bonfire), incanto di deliqui alien(at)i tra sussurri, ritmi jazzati e languide carezze (The Marriage Of The Sun And Moon), ossessive cifre kraut-Spacemen 3 rotte da echi del passato (Dark Leopards Of The Moon) e pop cosmico e romanticamente indolente (Johannes), i cinque mischiano sapientemente trademark e tentativi di innovazione, canovaccio ormai caratterizzante e slanci verso il nuovo. Ottimo preambolo al nuovo lavoro lungo.
 

14 Giugno 2012
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