Recensioni

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Kamasi Washington e Terrace Martin negli Stati Uniti, Shabaka Hutchings (vedi Sons Of KemetThe Comet Is Coming), Nerija, Moses Boyd e Kamaal Williams in Gran Bretagna. Sono loro alcuni tra i più noti esponenti della nuova ondata di jazz che ha travolto i club e i festival arrivando alle orecchie dei millenial. Un pubblico che nel groove e nelle divagazioni jazz-funk di un album come Black Focus, pubblicato nel 2016 dal duo Yussef Kamaal, ha trovato le basi di un linguaggio che coinvolge anche i suoni più contemporanei, quelli della house, del broken beat, dell’hip-hop. Partito dall’underground di Londra e figlio del meticciato culturale, questo scenario musicale eclettico, intriso di generi e senza confini, si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo. Kamaal Williams, nome d’arte di Henry Wu, madre inglese e padre taiwanese, lo fotografa nel nuovo numero della serie Dj Kicks, progetto che continua a essere punto di riferimento nella scoperta delle collezioni di dischi dei nomi più importanti del panorama musicale contemporaneo.

È un percorso ricco di ritmi sia quadrati sia sincopati, sicuramente travolgenti, di sax nervosi e ipnotici, di tastiere spaziali. Un viaggio che nelle prime battute della scaletta propone Snitches Brew, traccia firmata dallo stesso Kamaal e contenuta in un doppio singolo del 2018. Si prosegue logicamente a suon di electro-funk con il basso pullulante di Space Invader di Lord Tusk che anticipa l’esplosione ritmica di Buggin’ Out di Seiji e poi la jam di increspature sintetiche e tastiere dosate di Speed Metal Jesus di Max Greef. Come in un dj-set, pensato per un dancefloor attento all’ascolto e non solo ai movimenti, il missato – di grande qualità tecnica nei passaggi – aumenta di energia. Arriva così il funky up-tempo di Southern Freez del 1981, dove i passetti solari sono ammaliati dalla calda voce soul/r&b della vocalist della band, seguito dalla soulful-house di Stuck di Peven Everett. Dopo una calibrata sosta jazz-funky (Ein Kola Bitte! di Ratgrave è un affascinante ondeggiare tra distensioni oniriche e circolari avvolgimenti), la cassa dritta torna a flirtare con la black music in pieno stile Theo Parrish: è il momento di Careplan, primo dei quattro inediti del Nostro che si firma con il suo nome all’anagrafe in una traccia di pura house atmosferica.

Kamaal coglie perfettamente gli stretti rapporti di vicinanza tra jazz, electro-funky e house, parenti della stessa grande famiglia proveniente da Chicago. It’s All In The Groove di City People, con il suo costrutto ritmico ballerino, le percussioni tribal e le tastiere spaziali, ne è l’esempio lampante. Il Dj Kicks di Kamaal Williams è un esplorazione degli sviluppi di un linguaggio, quello del jazz, in continua evoluzione, capace di astrarre la mente e far muovere i corpi. Non ci sorprenderà vedere l’autore nelle vesti di dj dietro le consolle dei festival elettronici dallo sguardo black.

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