Recensioni

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Oltre al prosecco, una vasta collezione di improponibili amministratori leghisti (da sindaci quali Gentilini a Tosi, fino ad arrivare direttamente all’attuale governatore Zaia) e alcune tra le città d’arte più rinomate e preziose d’Italia, la regione Veneto può vantare anche un’ottima tradizione rock’n’roll. Dagli storici Le Orme per arrivare agli indimenticati Estra di Giulio Casale e a tutta l’epopea noise di Giulio Ragno Favero, le terre venete hanno visto nascere numerose band: prima della pandemia eravamo rimasti assai colpiti dal trio veneziano Licantropy, mentre oggi sono i trevigiani Kill Your Boyfriend, appena giunti al terzo capitolo ufficiale di una discografia avviata nel 2013, ad averci stregato.

Ispirati a loro volta da uno dei nomi cult della wave italiana più gotica, i corregionali Death in Venice, i due Kill Your Boyfriend si pongono con Killadelica nel, già ricchissimo, novero dei progetti italiani da tenere assolutamente d’occhio nell’ambito del rock più rovente e dark. Le undici tracce del disco esplorano con rigorosa devozione e anche grande inventiva le coordinate del rock più maledetto, incrociando così atmosfere tenebrose e psichedelia elettrica, attitudine rigorosamente diy e cadenze electro-wave. L’iniziale ed eterea Anula sfiora lande shoegaze, mentre le successive Jean e Natasha muovono verso sonorità più concrete, tra carnalità psych e tentazioni kraut-noise, anticipando l’irriverente sfuriata punk di Nancy (sì, quasi tutte le tracce portano nomi, femminili, di persona, inserendo così l’album nella ristretta cerchia che comprende già Cocteau Twin e A Perfect Cirlce). Il ritmo, elettronico e alienante, di Agave crea un fascinoso contrasto con le chitarre distorte e dilatate, forse un’anticipazione della successiva Belle, esemplare incursione nel post-punk più lancinante e destrutturato. Così, tra massicce sfumature stoner (Marie) e rumorose suggestioni dall’industrial più riverberato (Elizabeth), l’album, col passare dei brani e dei minuti, si trasforma sempre più in un’angosciata discesa infernale: la lunga ed eclettica Eve incorpora elementi blues, l’acidissima Aileen è un mantra deviato e insostenibile, mentre la conclusiva Kathy annega un torbido cantautorato noir in nebbiose e atonali cacofonie elettriche.

Killadelica è una summa dei suoni più border-line, perversi e disturbati del rock alternativo: per questo motivo e per l’appassionato sfrontatezza con cui i due Kill Your Boyfriend affrontano il genere (e le proprie ingombranti influenze) lo rendono un ascolto straordinariamente coinvolgente.

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