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Volendolo presentare all’osso, l’album collaborativo tra King Midas Sound e Fennesz rappresenta la fusione tra il progetto trip hop afrofuturista che Kevin Martin ha imbastito con i due bravi vocalist Roger Robinson (anche poeta/spoken word) e Kiki Hitomi (la più fedele alle coordinate r’n’b 90s più arty di Moloko e Portishead) alla fine degli anni Zero con l’ottimo Waiting For Youpensandolo da subito in funzione di una resa più live che da studio – e le partiture drone, cosmic, acquatiche dell’indimenticato chitarrista e compositore al laptop di Endless Summer e del non meno valido Bécs pubblicato nel 2014.

Ad essere stati utilizzati per le incisioni di questo Edition 1, che per la cronaca segna il primo capitolo di una serie di collaborazioni per il trio di Martin, sembrano tuttavia i nastri del periodo Black Sea è in generale tutto l’immaginario dell’austriaco legato all’acqua e alla notte. Il risultato, frutto di una serie di scambi mail e di materiale d’archivio fennesziano, è quanto di buono ci si possa aspettare da due ottimi e scafati mastermind, rodatissimi per quanto concerne questo tipo di operazioni (vedi anche l’ultimo The Bug): 9 tracce perlopiù cantate da un Robinson non al top dell’ispirazione ma sufficientemente carismatico da introdurre il disco con solo la sua voce sopra agli arpeggi post-wave di Fennesz, e da una Hitomi più calligrafica nel ricreare la magia della Bristol trip hop. È sul terreno dell’isolazionismo e delle splendide commistioni psych-wave-cosmiche dei primi 90s che Kevin e Christian si sono formati e s’incontrano idealmente e concretamente; qui hanno preferito lavorare a distanza all’interno del perimetro di un progetto – King Midas Sound – che quando difetta nei cantati (On My Mind) risulta meno eccitante di quanto sarebbe potuta essere una collaborazione partita da zero (e in studio) tra i due.

Così, consapevoli della bontà che i due fuoriclasse potrebbero garantire (mettiamoci anche il terzo, Robinson, che quando va di poetry in Melt ci ricorda un potenziale enorme già espresso peraltro in passato), Loving Or Leaving e We Walk Together diventano “solo” classici pezzi sexy post-atomici apparecchiati da Martin per i vocalist, con, sullo sfondo, i nastri cosmic-noir del Nostro che s’ingrossano, efficaci, alla bisogna. Ci consola, ed è quantomeno opportuno, pensare a Edition 1 come a una di quelle prove generali che questi quattro musicisti, assieme su un palco, possono far evolvere in qualcosa di veramente magnifico (impianto permettendo). Nell’attesa, ascoltatevi anche soltanto Above Water, l’inedito firmato dal Fennesz praticamente in solitaria (quasi 14 minuti), pezzo che da solo è in grado di aprire un portale con il miglior periodo della Kranky dei Novanta.

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