Recensioni

E chi se lo aspettava un Alberto Mariotti così. Abbandonate le vesti del bluesman solitario e waver nell'anima, l'ex Samuel Katarro ritorna con un progetto che se dal moniker suona ambizioso, nelle scelte musicali spinge ancora di più sull'acceleratore. Prog? Psichedelia? Shoegaze? Indie? Folk? Questo e molto di più, a dire il vero. Il cambio di prospettiva è per certi versi shockante, anche se già nel secondo disco a nome Katarro – The Halfduck Mistery, qui richiamato dal brano The Halfduck Misery – qualche chiaro segnale della necessità di passare a una musica più strutturata, rispetto agli esordi, lo si coglieva. Segnali che in Nothing Outstanding si trasformano in un'esplosione di colori (come quelli della bella cover firmata Ilaria Magliocchetti Lombi, vicina per tonalità al mai troppo lodato Loveless) e di input davvero difficile da arginare.
Con il buon vecchio Katarro morto e sepolto – come ha testimoniato anche il tour portato in giro nella prima metà del 2012 e intitolato platealmente The Death Of Samuel Katarro – Mariotti privilegia il lavoro di squadra, coinvolgendo in maniera maggiore i sodali ormai storici Francesco Paolo D'elia (Wassilij Kropotkin, co-autore di alcuni brani) e Simone Vassallo. Il risultato sono nove stazioni sonore imponenti, tra i Grateful Dead/Godspeed You! Black Emperor dell'iniziale Fabriciborio e il binomio Pavement/Hüsker Du di Worried About, i Mercury Rev della title track e i Pink Floyd post-rock di Heart Of Town, la psichedelia ampia e deragliante – sorta di Velvet Underground altezza Venus In Furs traviati dagli Spiritualized – di Pure Ash Dream e i Kaleidoscope (UK) via Fairport Convention della già citata The Halfduck Misery.
A sentirlo cantare, il Mariotti, si stenta a riconoscerlo, voce matura e impostata su un impianto musicale maestoso e avvolgente (tra gli strumenti, chitarre elettriche, batteria, tastiere, violino). Quest'ultimo efficacie nel sommare livelli strumentali fino all'inevitabile sbronza, riuscendo nel contempo a gestire gli spazi e a mantenere il controllo sulla chiarezza del messaggio. E infatti i pregi maggiori di Nothing Outstanding, alla fine, sono tutti rintracciabili nella sostanza della scrittura: nove brani capaci di coinvolgere senza agitare storture gratuite o falsi miti.
Amazon
