Recensioni

6.5

I Kllo, duo composto da cugini Chloe Kaul e Simon Lam, arrivano all’esordio a pochi anni dal primo EP, quel Cubs che li ha catapultati dalle loro camerette di Melbourne ai più disparati e prestigiosi palchi mondiali: l’atteso debutto sul lungo formato ci consegna i due australiani fortemente migliorati e più consci delle loro potenzialità. Backwater presenta, rispetto ai brevi lavori precedenti, innanzitutto una decisa evoluzione nel suono, più corposo, denso ed elettronico, capace di valorizzare le qualità vocali (non eccelse) della cantante Chloe: i riferimenti a cui corre la mente dell’ascoltatore infatti sfuggono quasi sempre al mondo del synth-pop contemporaneo, in favore di più di un rimando ai suoi digitali dell’hardcoore-continuum inglese (jungle, drum’n’bass, dubstep).

E’ questa la trovata migliore, efficace e funzionale, di Simon, l’anima produttiva del duo: quella di innestare beat dispari e frammentati per creare piccole jam tra folk, soul ed elettronica (come le belle Virtue e By Your Side, quest’ultima probabile vetta dell’intero lavoro) è una mossa vincente, che innalza il valore del disco e lo allontana dell’omologato panorama pop attuale, avvicinandolo alle primissime cose dei Mount Kimbie o al sottovalutato esordio dei Darkstar.

Le sfumature quasi etniche, naturalistiche, della conclusiva Not Like Them (l’unica traccia a ricollegarsi davvero al tema delle backwaters, le acque stagnanti, le paludi, che dovrebbe guidare il disco) apre poi a nuove possibilità per il futuro.

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