• Giu
    01
    2005

Classic

EMI

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In un periodo in cui le reunion illustri sono la norma piuttosto che l’eccezione, quello dei Kraftwerk è stato sicuramente uno dei ritorni più graditi degli ultimi due anni. Dopo dischi e apparizioni pubbliche somministrate con il contagocce nei passati tre lustri, Ralf Hutter, Florian Schneider e compagni sono tornati in grande stile prima con Tour De France – Soundtracks, poi con un tour mondiale che, a partire dal 2004, ha toccato una quindicina di Paesi (tra cui l’Italia per due volte). Ed ecco quindi puntuale Minimum Maximum, due cd e un dvd che immortalano le più di due ore di spettacolo dei simbionti di Düsseldorf.

Operazione nostalgia? Nient’affatto. In tempi in cui è diventato normale vedere simultaneamente in azione Pixies, Slint, Pink Floyd, Gang Of Four e Cream in una sorta di azzeramento temporale, i Kraftwerk hanno saputo fare la differenza, offrendo quella che è sì una celebrazione, ma non una semplice istantanea del bel tempo che fu. Nell’epoca in cui l’I-pod ha preso il posto del pocket calculator, i men machine sono hic et nunc, apparentemente immutabili, statici eppure immersi nella dinamicità dei nostri giorni. Da sempre pionieri della multimedialità, hanno allestito uno show accuratissimo (di cui si può godere ogni dettaglio nel bellissimo dvd), in cui il repertorio trentennale risulta eccezionalmente coeso in virtù di efficaci ripartizioni tematiche (si veda tutta la parte dedicata a Computer World) e di sapienti accostamenti (la sequenza micidiale Autobahn / The Model / Neon Lights / Radioactivity / Trans Europe Express); e così brani anche distanti tra loro nel tempo sono riportati in una dimensione inedita, un universo automatico fatto di autostrade, ferrovie, corse in bicicletta, luci al neon, calcolatrici, cifre digitali. Insomma, un doppio live che vale più di qualsiasi best of.

Il merito di questo nuovo successo non va ricercato tanto nell’indiscutibile abilità dei Nostri in fase di mix e rielaborazione, quanto nell’eccezionale dote che ha reso immortali i loro capolavori: il saper permeare romanticamente ogni opera di un’estetica precisa, che ne definisse forma, sostanza e identità. In Minimum Maximum i maestri dell’elettronica raccontano sostanzialmente sé stessi, mostrando come la loro musica sintetica riesca ancora a suonare fresca e attuale nell’era automatizzata che stiamo vivendo.

D’altronde, se i Kraftwerk oggi vengono omaggiati persino da insospettabili come U2 (che hanno ripreso Neon Lights) e Coldplay (la cui Talk ha riportato in auge il riff di Computer Love) ci sarà anche un perché.

1 Giugno 2005
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