Recensioni

Non sbagliano più un colpo, i Kreidler. Dopo vent’anni, dopo tante convincenti prove e dopo aver dimostrato due annetti fa con l’ottimo Den di essere in totale stato di grazia, tornano con il dodicesimo album in studio. Sei tracce per 36 minuti scarsi (anche il predecessore si assestava sui 40 minuti), ABC dimostra che la band capitanata da Klein ha raggiunto un equilibrio e una sintesi lessicale invidiabile, in cui le lungaggini verbose sono bandite in favore di una silhouette snella e agile, che garantisce appetibilità e longevità al disco.
Oscuro e ipnotico, ABC si muove nei territori già esplorati dai Kreidler nei passati episodi, pigiando più sull’ossessività e sulla claustrofobia – l’iniziale Nino e la conclusiva Tornado sono palesi esempi – lasciando spiragli di luce quasi danzerecci in Alphabet e Destino. Vent’anni e non sentirli, insomma, per una band su cui nel 1994 pochi avrebbero scommesso. Registrato a Tbilisi con l’ausilio di musicisti locali (il cantato iniziale in Alphabet e in Nino sono opera di membri del coro di Tbilisi), ABC è un album pieno, che si lascia ascoltare con piacere e ha il pregio di risultare sempre fresco e mai banale.
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