Recensioni

4.5

Non bastava il documentario, non bastava il libro. Ci voleva il disco. Per carità, chi parla si è aggiudicato a sue spese tutte e due le ristampe di In Utero e Nevermind e ha il cofanetto di With the Lights Out che troneggia nella vetrinetta dei dischi (quindi bando ai moralismi sulle operazioni postume). In verità la questione di outtake e brani minori dei Nirvana è vecchia quanto Incesticide, anno deo gratia 1992 (e dire che quella raccolta aveva dalla sua Sliver e altri pezzi mica male…). Eravate convinti che le uscite che abbiamo citato avessero esaurito tutte le possibili registrazioni inedite, a livello di provini e outtake, ma vi sbagliavate: ora abbiamo i demo casalinghi di Kurt e a furia di raschiare il fondo del barile si arriverà alle canzoni incise da bambino (o ai rutti, che fanno molto punk).

Il voto più logico sarebbe un non classificabile, altro che centesimi di punto. Hai voglia di concentrarti per quantificare: un pezzo che si chiama Yodel Song e dopo trenta secondi di “mmh” e vocalizzi su un giro di chitarra, arriva a una strofa, addirittura a quello che sembrerebbe un ritornello con parole improvvisate (sempre che siano parole) e poi gran finale, Kurt che accorda la chitarra; demo di un minuto con le parole smozzicate e buttate lì sul momento per appuntarsi la melodia (Been A Son); canzoni che avrebbero anche una loro intelligibilità (What More Can I Say), se la voce non fosse completamente parodistica; Kurt che si prende in giro con un finto commercial di un concerto dei Nirvana, e che fa le vocine con il registratore (Montage of Heck) o mentre strimpella (Beans). Non è nemmeno più scarto o provino, è sano, indiscutibile e legittimo cazzeggio. Non è una battuta la mia, ma un esperimento di noise tra Sonic Youth e Melvins (Reverb Experiment) e uno stralcio di lettura da diario (Aberdeen) sono da annoverare tra le cose più interessanti. Poi c’è un capitolo a parte: da Burn the Rain, Clean Up Before She Comes o Poison’s Gone ne avremmo forse sentite delle belle (canzoni), ma dobbiamo appunto pensare al condizionale. E tutto il resto?

Se all’autore fosse mai venuto in mente di rendere pubbliche queste registrazioni, lo avrebbe fatto sicuramente con spirito dissacratorio e demistificante. È lo stesso del progetto? Inseriti in una narrazione, questi frammenti potrebbero anche avere un senso, ma così, nudi e crudi, possiamo dire tranquillamente che no, non ce l’hanno. Nemmeno per il fan più accanito.

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