Recensioni

Neppure il tempo di congratularci con il giovanissimo, appena diciannovenne, producer di Bari per l’ottimo esordio del progetto collaborativo Sun Yufka, di cui abbiamo parlato nei mesi scorsi, che Giancarlo Brambilla, in arte Kuthi Jinani, torna a sorprenderci con il primo lavoro solista: Discarga Verde esce sempre per la milanese Beat Machine Records e, se possibile, convince ancor più del sopracitato Jua EP.
Se infatti il breve debutto del duo si concentrava su coordinate più orientate verso il dancefloor, queste cinque tracce (a cui, come da tradizione della label, si aggiunge un remix) si dimostrano più cerebrali e meno immediate: non sono dunque casuali né così avventati i riferimenti a certa idm anni Novanta suggeriti in sede di promozione, anche se il contesto entro cui si muove Kuthi Jinani rimane comunque inscrivibile nella contemporanea tradizione bass, specialmente nelle sue incarnazioni più interessate alle possibili contaminazioni world. Sin dall’iniziale Discarga veniamo così catapultati in un ambiente scuro e disorientante, dove s’incrociano grime e jungle, dove i ritmi serrati e spastici del footwork si fondono con un gusto noise fortemente materico: risultano allora particolarmente adatte le grafiche (molto belle) e anche il titolo dell’opera, perché la sensazione è esattamente quella di trovarsi immersi in uno spazio contemporaneamente naturale e tecnologico, terrestre ma mutato.
Chiude questo validissimo EP la reinterprentazione del primo brano a firma dell’inglese Ipman che esalta le reminiscenze trap delle drums e le spara nel cosmo più psychedelic-funk.
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