• gen
    26
    2015

Album

Penny Records

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La soundtrack music e la library music continuano a mietere vittime sul suolo italico. Ne è conferma l’arrivo di questo La Batteria, full length d’esordio della sigla omonima fuoriuscita dai meandri tentacolari di quella Roma un tempo capitale del cinema mondiale. Emanuele Bultrini, David Nerattini, Paolo Pecorelli e Stefano Vicarelli si muniscono di strumentazione classic-rock ma non solo (di supporto al trio standard, rispettivamente chitarra, basso e batteria, troviamo, appannaggio di Vicarelli, hammond, rhodes, mellotron oltre a clavicembalo, celesta, clavinet) e curriculum eterodosso – dal post-rock progressivo (Fonderia) al pop (Otto Ohm, Angela Baraldi), dal jazz sperimentale (I.H.C.) all’hip hop (La Comitiva, Colle Der Fomento) e alla world music (Orchestra di Piazza Vittorio) – per elaborare un disco teso e vibrante, eterogeneo com’è giusto che sia e visivo/visionario quanto basta.

I titoli dei pezzi, tutti monoparola, sono più di un indizio per comprendere l’omaggio reso dal quartetto a quel periodo in cui Ennio Morricone, Stelvio Cipriani, Alessandro Alessandroni, Piero Umiliani e quanti altri erano i maestri riconosciuti – lo sono tutt’ora, ovvio, grazie anche a queste continue riscoperte e tributi trasversali – della “musica per immagini”. Sonorizzazioni sotto forma-canzone dalle forme diverse, di volta in volta virate su lande horror-sound, da jazz sperimentale, con effluvi da kosmische synthetica, sapienza prog strumentale, umori noir, ecc. in grado di sottolineare immagini filmiche tra le più diverse che, nel caso del presente lavoro, riescono appieno a dimostrare come queste musiche, così come quelle di allora, possano e debbano vivere anche al di fuori del contesto “d’accompagnamento”. E La Batteria, ripetiamo, nella sua naturale eterogeneità di fondo, viaggia che è un piacere tra lande goblinesche (Persona Non Grata) e umori sudamericani da (non)tango (Incognito), funkettoni groovey che sanno di poliziottesco (Vigilante, Manifesto) o di sixties-sound (Espresso), per un esordio che toccherà molti cuori. E non solo di library music addicted.

31 gennaio 2015
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