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6.5

I La metralli sono il tipico progetto “alto” che parte dal jazz e sfocia in una canzone d'autore caposseliana (Sull'ultima vertebra) mista ad atmofere folk popolari. Tanto che il risultato alla fine è una musica contestualizzata, finanche prevedibile nello svolgimento, ma nonostante tutto ben fatta. Chitarra, fisarmonica, contrabbasso, kazoo, qualche batteria sparsa e la voce di Meike Clarelli a immalinconire tra valzer e blues sfilacciati (Un niente di felicità), jazz e qualche altrove imprevedibile (il Tim Buckley di Anchora). Con un parco strumenti virtuoso e arrangiamenti che alla fine si mantengono piuttosto minimali.

Del mondo che vi lascio è un bel disco, forse fin troppo uniforme, nonostante qualche aroma balcanico diffuso (Balkan Graffiti) e un approccio ai “classici” che diverte senza snaturare la tradizione.

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