Recensioni

6.8

Per Katy Goodman sembra non essere passato un giorno da quel 2008 che segnò il suo debutto nei panni di bassista nel trio punk tutto al femminile delle Vivian Girls. Da dietro la sua scintillante frangetta rossa, anno dopo anno si è sempre mostrata intatta nel suo spirito da eterna teenager, che vestisse i panni della rockstar di provincia o quelli da one girl band con il moniker La Sera. Ed è proprio in questa sua ultima incarnazione che la Goodman ha saputo dimostrare tutta la sua intraprendenza e capacità nel trovare il giusto equilibrio tra cantautorato (La Sera, Sees the Light) e la sterzante elettricità di matrice punk (Hour of the Down).

Giunta al giro di boa del quarto album, e archiviata l’ansia del dovere a tutti i costi rispondere alle aspettative di critica e pubblico, La Sera torna, a distanza di quasi due anni dal buonissimo Hour of the Down, con alcune interessanti novità. L’annuncio della collaborazione con Ryan Adams nel ruolo di produttore, insieme all’artwork di Music For Listening To Listen To (questo il titolo del nuovo full-length di inediti in uscita per Polyvinyl) che la vede ritratta non più sola, ma al fianco di suo marito Todd Wisenbaker (Whispertown 2000, Jenny and Johnny), chitarrista e co-autore di gran parte delle ultime composizioni, riflettono la scelta della Goodman di alzare in maniera ancora più determinata l’asticella della sua offerta artistica.

In Music For Listening To Listen To ecco quindi che il piglio aggressivo con cui La Sera si era congedata da Hour Of The Down cede il passo a un suono più denso e sfumato (Begins to Rain, Take My Heart), a momenti di pura intimità familiare (i duetti con la dolce metà nel folk-punk à-la Violent Femmes di I Need An Angel e nel roots rock di Nineties) e a ritorni alle radici dell‘american music, in cui ad emergere è soprattutto l’influenza del buon Ryan Adams (vedi il country iniziale di High Notes). Ma a più riprese, nel corso dell’ascolto, la bassista interviene a ricordarci come la maliziosità da bad-girl non sia andata completamente persa. Così i jingle smithsiani di A Thousand Ways e One True Love e la frenesia di Time To Go danno l’impressione di essere stati scritti con il solo intento di tracciare un filo diretto con le fiammate d’epoca Vivian Girls.

Music For Listening To Listen To conferma quindi quanto detto nelle primissime battute di questa recensione, ovvero la bravura di Katy Goodman, o se vogliamo dei La Sera, nel riuscire a trovare la giusta quadra tra duro e soffice, classico e sregolato. Non rilegando il tutto entro confini prestabiliti, ma sfumando i contorni di ciò che a primo impatto può apparire come ordinario.

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