Recensioni

7

Seies, terza prova per Important Records (se si include il progetto Xxl in combutta coi Xiu Xiu). Seies, i Larsen che tutti si aspettano. Seies, i Larsen che ritornano al cantato,  affidando all’ugola operistica dell’ex Swans Jarboe quattro delle sette canzoni ivi contenute. Piccoli cambiamenti centellinati con accortezza per la compagine piemontese che oramai, raggiunta la maturità necessaria per non stupire né sorprendere, si conferma una delle realtà più convinte di tutta la musica off  odierna. Dalle info della label – che dicono di un disco ancor più tendente alla forma canzone nitida e lineare – si intuisce una chamber music tinta corvino, come le migliori produzioni dei Current 93 contemplativi; folk che scivola nel (post) rock e nel classicismo dello stesso, allorché la sinistra nenia di The Snow impone una cadenza degna degli Stooges di We Will Fall (provate a cantarla come l’Iggy dell’epoca e vedrete).

Se la presenza confermata di Julia Kent (dall’entourage di Antony and The Johnsons nonché Devendra Banhart) conferisce un valore aggiunto pressoché irrinunciabile, la divina arte di Jarboe sembra nata esattamente per accoppiarsi con Modenese & Co: lo slow (core) di Mother, le cantilene di Rever e 2nd e la catartica, bellissima  Momi (la migliore composizione del lotto) vivono di sussurri operistici e poche parole, ove il dono della voce ringrazia e sancisce.
Chiude la quasi industrial (e molto Godflesh) Marzia, cadenzata, doom e nata dalla collaborazione col drone-master Lustmord.

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