Recensioni

Ecco di nuovo il Laurent, che torna a fare quello che sa fare. Per ora solo 3 tracce che preannunciano un imminente album su Ed Banger. Pedro Winter che porta a casa un altro grande del passato french e lo fa suo, un sogno che diventa realtà, raccontato con tanto di memorabilia e foto dei CD rave dei primi anni Novanta sul suo blog. La svolta di etichetta (abbandonata definitivamente la F-Comm?) segna un nuovo corso per il padrino del suono house francese un tempo tagliato con il jazz. Sì, 'un tempo' erano gli anni Novanta, e ci si poteva permettere di andare in battuta slow o di mescolare i generi (vedi St Germain). Oggi l'anima black viene lasciata in stand by, ed il perché è presto detto: su Ed B ci si va per far ballare e saltare, non per rilassarsi. Sono invece le nuove generazioni che rivangano il suono di quegli anni (vedi ad esempio il roaster dell'etichetta ChinChin), ma questa è un'altra storia…
Tre pezzi composti con il tastierista Benjamin Rippert e il musicista elettronico Stephane Dri (la cosiddetta L.B.S. Crew, che ha accompagnato Laurent nel Tales Of A Kleptomaniac Tour). Variazioni sul tema fisso del quattro, che si situano alle origini mancuniane tagliate con Detroit, più che sulle ultime derive fidget della casa del buon vecchio Pedro. Our Futur (Loud Disco mix) è uno space trip con suoni 80 progressivi, una professione di fede alle teorie del miglior Kavinsky (vedilo nella costruzione del suono della colonna sonora di Drive) in combinata con la retrofilia Tron-ey dei Daft, la stessa traccia rivista in versione Detroit mix viaggia su autostrade più pesanti, robotizzate, tiri al fulmicotone e visioni caleidoscopiche con voci filtrate da vocoder in salsa sci-fi. E poi il singolo di apertura, una Jacques In The Box che apre al suono da dancefloor in maniera sorniona, non sputtanandosi ma nemmeno spaccando con un inno da urlo. Un buon teaser in attesa del nuovo disco. Wake Up, Paris! Again…
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