Recensioni

Remi in barca per Murphy e soci. Questo vien da pensare al primo ascolto del secondo lavoro del famoso marchio LCD Soundsystem. Sound Of Silver è un album senza sorprese e quel titolo Get Innocuous! sembra quasi farsene carico senza troppi patemi. C’è il riff di We Are Robots dei Kratfwerk là dentro, copiato quasi per intero se non fosse per quel paio di note (e tutti sanno quanto Ralph e Florian s’incazzano per queste cose), poi c’è un altro di questi mezzi plagi in North American Scum, dove possiamo riascoltare The Rockabilly Skank di Fatboy Slim, infine l’autocitazione nel funk bianco in stile Daft Punk Is Playing At My House di Time To Get Away con l’oramai stereotipica posa narrativa e lievemente spastica di Murphy. Più avanti le cowbell sono esattamente dove le volevamo sentire: a sostegno d’un tempo asciutto in balistica post-punk e automatismi funk bianchi (Us Vs Them); infine Prince (andatevi a vedere dove) e in ultimo, le ballate in triangolazione Brian Eno, David Byrne e Bowie, trinità in conio berlinese al quale il Nostro si genuflette senza sipari esattamente e coerentemente come l’intera cordata DFA da lui capitanata dall’inizio dei tempi.
Trascorsi cinque anni, e giunti a questo punto del percorso artistico (svariate compilation commemorative all’attivo) più che speculare su cosa abbia citato Murphy in Sound Of Silver – giochino che all’epoca dell’emul era assieme un atto di perversione e scetticismo -, c’è piuttosto da domandare ai suoi potenziali acquirenti se nel frattempo abbiano preso dimestichezza con quelle citazioni. Eh sì, perché una volta consumato il catalogo dei riferimenti, forse saranno quest’ultimi a rimanere nel lettore. Non è per gettare il bambino assieme all’acqua sporca (con tutta la tinozza): il debutto a firma LCD Soundsystem era un buon disco e tale rimane, come del resto non è insufficiente nemmeno quest’ultimo, ma l’intingolo schiuma e sappiamo che presto lasceremo l’edificio. Intanto però, ancora una volta, balliamo, un po’ a denti stretti, ma balliamo.
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