• Set
    20
    2011

Album

Pias

Add to Flipboard Magazine.

Quello di Lisa Hannigan, irlandese della County Meath, dovrebbe essere un nome non del tutto sconosciuto a chi segue il folk, soprattutto nelle sue incarnazioni più fortunate degli anni Zero. Dal 2001 al 2007, infatti, è stata il controcanto su disco e in tour di Damien Rice. Dopo la separazione (anche sentimentale) dall'autore di O, la Hannigan ha messo in mostra tutte le sue doti di autrice e interprete con un disco, Sea Sew, che l'ha candidata al Mercury Prize. Questo sophomore è la dimostrazione di quanto quella nomination fosse meritata. Passenger è il disco maturo di un'artista che sa relazionarsi con la tradizione folk della sua terra (e più in generale con quella anglosassone) riuscendo a coniugarla con aperture pop (si dirà, giustamente, mainstream).

A colpire, ma questo dovreste già saperlo se avete ascoltato qualche sua perfomance nel corso degli ultimi anni, è la voce di velluto che si muove come una gattina su e giù per le sette note, un po' Jesse Sykes, un po' Vashti Bunyan, ma con qualche assonanza anche con l'epoca d'oro del jazz cantato al femminile: ascoltatela liberarsi in svolazzi aerei nel giro degli States di Passenger. Si staccano almeno il bandismo stomp di Knots, la storytelling ballad da brividi notturni O Sleep (con Ray LaMontagne), la delicata e svolazzante Paper House con lo splendido violino di Lucy Wilkins.

Un disco classico per concezione e realizzazione: mette in luce tutto il potenziale emotivo e il buon gusto della folksinger, ma aspettiamo il terzo disco per capire se c'è dell'ulteriore sostanza artistica oltre a questi dieci episodi, oltre alla critica (partigiana) degli inglesi e oltre alle strizzatine d'occhio al pop orchestrale che aiutano a entrare in classifica (mainstream).

30 Dicembre 2011
Leggi tutto
Precedente
Still Corners – Creatures Of An Hour Still Corners – Creatures Of An Hour
Successivo
Charalambides – Exile Charalambides – Exile

album

artista

Altre notizie suggerite