• Ago
    16
    2019

Album

Kranky

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A circa un anno dall’autoproduzione Bannockburn, un’unica composizione dronica/generativa di infinite music della durata di un’ora (in pratica la versione espansa dell’omonima traccia presente nell’EP e relativa APP Adrift), Scott Morgan torna con l’alias di sempre, con un nuovo lavoro che ne prosegue il minimale portato. Equivalents, fin dal titolo fa riferimento all’omonima serie fotografica di Alfred Stieglitz, fotografo famoso per aver scattato, tra il 1925 e il 1934, almeno 220 “ritratti” di nuvole su cieli dalle tonalità grigio scure, in cui quasi mai compaiono orizzonti o alberi o colline, solo queste catartiche e un poco minacciose masse di vapori sospesi nell’aria su sfondo nero. Secondo Stieglitz questi scatti equivalevano a «stati d’animo filosofici o emozionali», dunque quale miglior premessa per un ambient album nella più iconica delle tradizioni?

Esplorando un enigmatico mondo sonoro fatto di impressionistici chiaroscuri, tra addensamenti e diradazioni, impercettibili svolte, papabili malinconie e virate maggiormente drammatiche, Loscil toglie i colori al campo visivo dell’ascoltatore mettendo a fuoco un’unica tonalità. E lo fa manipolando campionamenti di note al pianoforte che erano originariamente intese per un concerto tributo a Glen Gould (curato da Ryuichi Sakamoto). Il risultato sono questi otto calchi musicali che si piazzano, a livello di cifra stilistica, a metà della sua classica forbice, tra le “stanze per il pensiero” di Brian Eno e le psico-cartografie di Pan American. A cambiare è il grandangolo, mai davvero così essenziale. Non potremmo descriverlo altrimenti questo lavoro, se non come un’ossimorica – e tipicissima per il genere – stasi in movimento ascoltando/guardando da vicino (alla grana del suono, e districando le diverse profondità del droning), e come una complessità fatta di compartimentate variazioni allontanando attenzione e fuoco.

Venendo al dunque, il talento di Morgan, anche considerando il limitato spazio di manovra qui utilizzato, è vibrante proprio come nei suoi migliori lavori. E se questo non fa di Equivalents uno dei dischi che per primi bisognerebbe portarsi a casa della sua discografia, è abbastanza per annoverarlo tra quei lavori che consacrano ancora una volta il suo autore come un mastermind della musica ambient (da circa vent’anni).

21 Agosto 2019
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