• giu
    02
    2017

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7K!

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Ci rende orgogliosi, in quanto italiani, il fatto che la nuova sotto-etichetta della storica label berlinese !K7 venga inaugurata proprio da un italiano: Luca D’Alberto esordisce con questo Endless, primo album in assoluto ad uscire per il neonato settore internazionale e neoclassico della succitata etichetta. Sulla scia del buon successo della londinese Erased Tapes (Rival Consoles, Nils Frahm, Olafur Arnalds), anche questa nuova iniziativa della !K7 mostra la volontà di muoversi sui territori della classica contemporanea, delle colonne sonore e di una leggera contaminazione elettronica.

Forte di collaborazioni importantissime (dai registi Wim Wenders e Peter Greenaway al Tanztheather dell’indimenticabile coreografa Pina Bausch), il compositore italiano debutta dunque con un album in cui protagonisti sono pianoforte ed archi: è infatti la componente più elettronica a mancare, o perlomeno ad apparire troppo timida e convenzionale. Endless si ricollega così agli esperimenti anni novanta di Craig Armstrong e Micheal Nyman, con cui condivide anche l’attitudine romantica, ma non riesce ad inserirsi pienamente nella riflessione tra musica accademica e influenze più contemporanee ed eclettiche portata avanti da etichette come Erased Tapes (ma non solo). Un ottimo esempio in questo senso, è il recente debutto dell’americano Those Who Walk Away o quello del basco Aitor Etxebarria nel toccante omaggio a Guernica ottanta anni dopo il bombardamento.

2 Giugno 2017
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