Recensioni

Ritmiche serrate, testi lucidi, un suono scolpito sulle chitarre elettriche: i Luminal tornano a due anni di distanza da quel Canzoni di tattica e disciplina che rivelava un timido piglio cantautorale sospeso tra le maglie strettissime di una new wave essenziale e rispettosa dei canoni. Di spunti degni di nota ce ne erano allora e ce ne sono anche oggi con Io non credo, nonostante il cambio di formazione (via Alessandro Catalano e Alessandro Pieravanti, in organico Vanessa Lentini e Alessandro Commisso oltre agli “stabili” Carlo Martinelli e Alessandra Perna) e tutta l'acqua passata sotto i ponti.
Ciò che accade col secondo disco della formazione romana, in verità, è quello che un po' ci si attendeva, ovvero uno spostamento verso l'asse della canzone d'autore con un occhio di riguardo per melodia, testi e strutture musicali meno integraliste. Quanto emerge, ad esempio, da brani come Niente di speciale in cui sembra fare capolino un insospettabile Lucio Battisti o magari da una Il giorno sulla collina teatrale e malinconica. Il resto sono citazioni CCCP (Non è ancora finita, babyblue) e in generale un suono meno organico rispetto al passato.
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