Recensioni

5.9

La vista perfetta del progetto Lust For Youth è ormai orientata, senza più dubbi, verso un dancefloor synth-driven rivolto agli anni ’80 e depurato dalle asperità degli esordi. Se il precedente Growing Seeds tentava la virata dalle asperità degli esordi – l’ottimo Solar Flare – e l’accoppiata in formato piccolo Saluting Rome e Chasing The Light mostrava come il dancefloor fosse ormai il luogo ideale per le sonorità made in LFY, Perfect View certifica il repulisti a livello di sporcizia sonora e di ambientazioni claustrofobiche in favore di un “pop”, mettiamolo tra virgolette, sempre synthetico ma decisamente più diretto.

A momenti targati vecchia scuola, come la End posta quasi a mo’ di spartiacque del disco e, chissà, di una intera carriera pregressa, ne seguono molti, forse troppi, orientati verso questa nuova forma di elettronica catchy che è il vestitino nuovo indossato da Norrvinde. In cui, cioè, casse dritte e lunghe reiterazioni ipnotiche su modalità technoidi – una title track che sul finale lancia più di un indizio riecheggiando addirittura la Blue Monday dei New Order – unite a poche note di synth stratificate, prendono il posto delle suggestioni e dei clangori industriali, mantenendo giusto quel po’ di pulviscolo oscuro per giustificare l’uscita made in Sacred Bones e mantenere il nome del progetto.

Forse l’interesse “sotterraneo” e oscuro di Hannes Norrvide, unico responsabile ormai della sigla se si eccettua l’appoggio saltuario di Loke Rahbelk specie in sede live, è per i progetti collaterali più spinti come Rose-Alliance. Per ora, Lust For Youth rimane sospeso, al guado tra l’oscurità che fu e le mire (ehm) commerciali che saranno. Il giudizio, va da sé, dipende dalle aspettative di chi ascolta.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette