• mar
    01
    2011

Album

LL Recordings

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Meno suggestioni nordiche nella seconda prova Wounded Rhymes: una scelta decisa per Lykke Li, che dopo essersi fatta notare con l'esordio di un paio di anni fa, Youth Novels, ha scelto per queste nuove registrazioni di muoversi dalla sua Svezia verso la più calda Los Angeles. A uno sguardo sommario gli esiti dicono, se non di un'atmosfera più solare, quantomeno di un pop ora liberato dal suffisso 'indie', di un'opera meno sommessa in cui la nostra lascia briglia sciolta alla propria voce e tenta approcci più diretti, urlati, aggressivi.

Partendo da ciò che già sapevamo ecco che l'interazione tra voce e percussioni, quasi un leit-motiv del precedente lavoro, si fa più imponente: il beat sopravvive solo in un episodio comunque brillante quale è I Follow Rivers, ma il resto sacrifica l'elettronica in favore di ritmiche suonate. Una partenza come Youth Knows No Pain sarebbe già indicativa ma nel merito a primeggiare è sicuramente Get Some, dirompente singolo che non è sfuggito all'attenzione e alle conseguenti cure di un remixer di lusso come Beck. Dopodichè la nostra sceglie di prendersi ulteriori libertà e, con l'aiuto alla console del Bjorn di Peter Bjorn And John, arricchisce il disco di sfumature inedite: si ascolti la I Know Pain che sembra ballad acustica come tante e all'ultimo minuto lascia posto a una coda dream-pop che semplifica gli Slowdive più ambientali, o la Unrequited Love che ipotizza le CocoRosie in salsa gospel; la Rich Kids Blues che tenta la via di un'epica wave da Horrors ripuliti, o la Love Out Of Lust che nell'omaggiare quasi plagia Atmosphere dei Joy Division.

L'idea è quella di un album ad ampio respiro, sospeso tra echi 80, mainstream 'intelligente', (chill)wave e tutta una serie di riferimenti entro cui la voce della nostra dovrebbe fare da collante. In questo senso il gioco funziona: l'ispirazione non sembra costante e si oscilla tra alti e bassi ma il disco ha una sua compattezza nonchè una gradevolezza sufficiente a farsi riascoltare. Semplicemente manca ancora a Lykke Li una presa netta di posizione, quel 'capire cosa vuoi fare da grande' che crea lo scarto tra un'artista riconoscibile e possibilmente influente e una voce nel coro che tra le influenze altrui si crogiola. Così, anche se quella formula pop a 360° varrebbe sulla carta il confronto con i primi dischi di Bjork, la personalità per affrontare certi testa a testa latita ancora: e i termini di paragone più verosimili per qualità rimangono ora come ora Bat For Lashes o Florence And The Machine.

4 Marzo 2011
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