Recensioni

6.5

È innegabile che il trend elettronico del momento sia figlio nemmeno troppo nascosto delle asperità industriali della grey area primigenia. Nel flusso – quasi un virus che ha finito col contagiare esponenti storici sia dell’ala technoide, sia di quella noise tout court – va inserito questo mini introduttivo del lavoro di mace., sigla sotto la quale si cela il padovano Enrico Cesaro. Una ventina di minuti abbondante per atmosfere paludose e cupe, masse informi e melmose di suoni stratificati, pulviscolo industriale e gorgoglio di suoni trovati, rielaborati, smostrati e trasformati in aliene sinfonie di mondi altri.

Midtempo e fattanza post-digitale che sembra ricacciare indietro ogni idea di groove, per disfarsi di somiglianze dancefloor oriented e virare verso intricate tessiture da soundtrack music posseduta e fantasmatica. Quando sale la ritmica, l’orizzonte è quello dei Test Dept (Leicester August 5h 1862), per capirci: lamiere e tribalismo contorto. Quando le atmosfere si rarefanno e incupiscono alla maniera di Raime e Demdike, emergono click’n’cuts a sparigliare sottofondi da scena clou (Judas Anguish o Suffer The Opposite). Quando si manifesta un briciolo di groove (Hypnic Jerk) siamo dalle parti di una ill-bient sulfurea e maleodorante che mantiene sempre un cuore metà industrial, metà cinematico.

The Wealth Of Nations è un lavoro breve ma pregno di riferimenti colti e celati in un universo non solo strettamente musicale, che prefigura buone possibilità per mace., soprattutto sul versante evocativo della imaginary soundtrack più che nel mero accordarsi alla “nuova techno”. Non resta che aspettare gli sviluppi futuri previsti per settembre col full-length.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette