Recensioni

7.2

Ruvide spinte house, morbidi tappeti, effettistica glitch, paranoia e relax. È ricca di ingredienti la ricetta scelta da Machine Woman, progetto della russa Anastasia Vtorova, che con When Lobster Comes Home esordisce su Technicolour, sezione di Ninja Tune dedicata al dancefloor e alla sperimentazione elettronica. E, in effetti, le tre tracce ammiccano sia alla club culture che alla creazione di atmosfere paranoiche da immersione.

Si parte con Camille From OHM Makes Me Feel Loved (il riferimento del titolo è alla buttafuori del club OHM di Berlino), dove Vtorova crea un buon pastiche tra elementi che vanno dalla tech-house alla garage house, fino alle sfumature deep. Dal beat che spinge su una cassa avvolta dal sub, la producer fa arrivare la scossa con un asfissiante, nevrotico e ruvido gioco di snares, percussioni e un vocal glitchato, prima di lasciare l’ascoltatore ammaliato da morbidi e delicati tappeti di pad. Banger irresistibile nella carica, suadente nell’atmosfera. E’ invece ketaminico eppure solare il groove di  I Want To Fuck Tech House, un avvolgimento minimale e imperterrito di tastiere semi funky, vocal robotici e bassi stub che suonano come una dichiarazione di erotica libido nei confronti della tech-house. But It Was Like 30 Intros In A Row nasce – racconta la musicista in press release – come risposta a una recensione negativa ricevuta dopo una data in Portogallo. Leggendo il titolo e ascoltando la traccia, si può ipotizzare che sia stata accusata di un set ricco di intro (come 30 intro di seguito) e privo di slanci e variazioni. La sua reazione è sarcastica e immersa in un vortice di paranoia e ansia tra effettistica glitch e un climax senza fine di stubby synth che strappa anche un sorriso.

Così come l’intero EP: tre tracce che ci fanno perdere neuroni nel buio del dancefloor, pur facendoci vedere la luce.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette