Recensioni

6.8

Sedurre e dimenticare. Abbandonarsi e ritrovarsi. E’ un affascinante viaggio nei luoghi dell’incontro, il secondo lavoro in studio dei Mamavegas, che deve il titolo ad un luogo reale, un lago artificiale incastrato tra i monti calabresi. Questo lungo percorso unisce entusiasmi, delusioni, sensazioni e passioni attraverso i generi più vari: il rock di matrice psych, divagazioni folk, pop dalle sfumature indie e complesse orchestrazioni.

Fin dall’apertura urlante di Blassed And Gone quello dei sei si rivela un viaggio costruito sull’alternanza di momenti, da quelli tellurici di Ten Days a quelli disincantati di P-Syndrome, da quelli distorti di The Flood a quelli malinconici di Shimmers. Il tema acquatico fa da filo conduttore delle dieci stanze, che si muovono tra storie cupe, alluvioni, immersioni subacquee, naufragi e fughe in mare.

Il tutto conferma notevoli capacità compositive e una ficcante sicurezza negli arrangiamenti. Dopo l’incoraggiante esordio di Hymn For The Bad Things la formazione romana si distingue con merito per quell’urgenza creativa nel ricercare soluzioni mai scontate, in un ossessivo smarcamento finalizzato al non ripetersi mai. Seppur poco compatto, Arvo riesce a sorprendere a più riprese nelle sue infinite, disarticolate declinazioni. La sospesa On My Knees e l’acustica Last Call chiudono un viaggio ricco di sfumature, che ci consegna i Mamavegas come una formazione in forma e da non perdere d’occhio.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette