• Ott
    06
    2017

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Loma Vista

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Brian Warner aka Marilyn Manson ha forse avuto un unico torto in carriera: farsi prendere troppo sul serio. Talmente sul serio che la sua maschera, a metà fra il clown demoniaco e il serial killer, non è stata riconosciuta dall’audience teen (e dai loro genitori), a cavallo fra vecchio e nuovo millennio, come l’alter-ego industrial di quel gran volpone trash-truculento che fu Alice Cooper, ed è quindi stata catalogata e poi bollata come… il male assoluto. Non è un caso che ultimamente Mr. Manson sia voluto tornare sulla pagina più triste della propria carriera con queste amarissime parole: «Ai tempi, il massacro della Columbine High School ha distrutto la mia carriera». Già, quel massacro, e la sua colonna sonora a base di industrial-hard rock “mansoniano”, ha relegato Brian negli inferi dei miti negativi, evocati proprio dai nomi Marilyn Monroe e Charles Manson, giustapposti nella ragione sociale scelta dal nostro eroe per scandalizzare il prossimo (n.b.: in realtà la sua musica non ha e non ha mai avuto nulla di “evil”, perché semplicemente mirava e mira a dissacrare la mitologia pop imperante nella nostra stupida società). Detto ciò, Heaven Upside Down è il frutto maturo di un sanissimo hard rock prodotto da un uomo che negli anni ha imparato a limare efficacemente le asperità industrial degli esordi, senza però rinunciare all’orecchiabilità (come accade nell’opener Revelation 12, che fa il verso all’album Portrait Of An American Family, 1994, e, in parte, anche al successivo Antichrist Superstar, del 1996).

Il resto del programma, 12 tracce in tutto, ci restituisce la sua arte solo a tratti contaminata dalle pose glam-electro associabili ai fasti di Mechanical Animals, suo album-spartiacque del 1998. C’è invece di che godere (moderatamente, intendiamoci…) ascoltando le fusa vocali sexy e paracule di una Tattooed In Reverse, o ancora i chiaroscuri infernali di Say10, per finire con la fake obscenity che aleggia in pezzi quali Saturnalia e Jesus Crisis. Come per il precedente, The Pale Emperor, anche qui la coppia Manson/Tyler Bates (chitarrista e produttore) ha composto molto del materiale proprio mentre Bates stava lavorando alla soundtrack della terza stagione della serie Salem (che ha visto Manson recitare la parte del cattivissimo Thomas Dinley, sociopatico “barber and surgeon”). Ed è forse quest’atmosfera, sospesa fra magia, crudeltà stregonesche e fantasy, che descrive al meglio anche quest’ultimo capitolo targato Marilyn Manson.

10 Ottobre 2017
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