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7.2

Mario Bajardi aka BjM è un violinista e compositore di musica elettronica italiano, che lavora principalmente a Palermo tra Università e scuole d'arte. Negli anni ha vinto molti premi per addetti ai lavori (finalista al Pierre Schaeffer nel 2001 e vincitore all'International Computer Music Conference del 2002 fra gli altri). Oggi, dopo aver esordito nel 2006 con Overture Arcaica, torna con il sophomore Archives, che dovrebbe appunto documentare il suo catalogo di produzioni più rappresentative. Il primo volume è dedicato ai pezzi elettroacustici.

A prescindere dai trascorsi accademici, il suono di Bajardi viaggia su un'ambient windamhilliana che ricorda la new age di Kitaro dei primi anni novanta (End, Follje, Gabbiano cieco), oggi resuscitata da James Ferraro e compagnia Hippos in Tanks (le percussioni di Children's Cancer e le atmosfere aor di Rest o i paesaggi shoegazing à la Ride di Danzante). In più vengono in mente i paesaggi squadrati dell'electro-rock dei Tarwater, conditi con continui riferimenti alla classica (vedi il piano di Cousine).

I pezzi più affini all'accademia (i due studi, uno per piano e uno per violino) si accostano poi a una sensibilità più sperimentale, che non per questo non si fa ascoltare: il pianoforte dello studio suona come certi passaggi di DrukQs di Aphex Twin e il violino dello studio risente della lezione degli spettralisti francesi mescolata alle ricerche di Kaija Saariaho.

Un disco che conferma Bajardi come una delle voci più interessanti dell'elettroacustica italiana, e che si fa ascoltare benissimo anche da un pubblico di non specialisti, viaggiando fra ambientronica e camere sintetiche scaldate da suoni acustici. Attendiamo con interesse i prossimi volumi della serie, dato che il compositore sviluppa la sua ricerca su molteplici binari.  

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