Recensioni

Il nome di Mark Pritchard compare da svariati anni oramai nelle pubblicazioni di Planet Mu, Hyperdub, Deep Medi Musik, Big Dada (e oltre) ma mai nulla di progettuale o sulla lunga distanza, piuttosto roba di singoli (e ricordiamo il bel ? / The Hologram), centellinati eppì e più che altro collabroazioni (Wiley, Steve Spacek, Om’mas Keith). Ora le cose sembrano muoversi nella direzione opposta e la mente dietro l’alias Harmonic 313 e i progetti Global Communcation (con Tom Middleton) e Africa Hitech (con Steve Spacek) ha deciso di far uscire tre eppì propedeutici a un album lungo che sarà pubblicato su Warp ma di cui oggi non sappiamo né il titolo né dati tecnici precisi.
Ghosts EP è ciò che è dato sapere. Il primo dei tre lavori sulla media distanza che per chi segue da vicino lo spettro elettronico UK non sappresenterà certo una novità: in sostanza Pritchard, sulla spinta di Planet Mu e più recentemente di Hyperdub, dopo un rivelatore mix per lo show di Kode9 sull’emittente radio Rinse.FM dello scorso 10 giugno, ha deciso di provare qualcosa di footwork e presentarlo come traccia in streaming in anteprima. In tracklist, inoltre, troviamo della drum’n’bass come l’abbiamo sentita da Zomby e Andy Stott, del ragga funk dalle parti dei citati Africa Hitech e infine della grime e synthdelia 70s che a qualcuno ricorderà Ikonika oltre che l’estetica Gangsta rap. Tutto scontato? Al contrario, nulla è banale quando c’è mr. Pritchard in produzione: Ghosts nella footwork ci infila dell’HH, Duppies nella d’n’b ci fa ronzare il mitico hover sound di Second Phase e bordoni da d’n’b arena altezza ’95, Get Wild pastura le tastierine vintage 80s bilanciando, alla 808, footwork, dubstep e grime e Manabadman riprende certi discorsi intrapresi con Spacek puntando però a certo ghetto sound chicagoano (e di lì torniamo alla footwork che è, se vogliamo, l’MCD dell’operazione). E’ quanto basta per aver già voglia di sentire dell’altro.
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