Recensioni

7.1

Nato a Santiago del Cile (nel ’73) e trasferitosi poi in Germania (doppiando in questo i passi del leggermente più vecchio Ricardo Villalobos), Matias Aguayo è diventato, a cavallo tra anni Novanta e Duemila, uno dei poster boy della vita notturna di Colonia (come dj, pr e organizzatore di eventi). All’attivo tanti progetti di collab come produttore (Cinnamon e Zimt, con il co-fondatore della label Kompakt Michael Mayer; Closer Musik, con Dirk Leyers) e feat soprattutto come vocalist (Discodeine, Ice Cream dei Battles), Matias si diverte oggi facendo la spola tra Buenos Aires e Parigi, continuando a tenere vivo a modo suo lo spirito utopico della techno.

Fa le sue gig (in solo o con Marcus Rossknecht, a nome Broke!), pubblica dischi (Are You Really Lost, 2005, e Ay Ay Ay, 2009, su Kompakt), fonda una label che intende programmaticamente unire l’astrazione krauta e la concretezza latina (Cómeme, distribuita Kompakt). Ma soprattutto, dal 2006, si inventa questi specie di flash mob dance chiamati Bumbumbox, happening collettivi portati in giro nelle principali città del sudamerica (Buenos Aires, Rio de Janeiro, Asuncion, San Paolo, Medellin, Santiago), animati da uno spirito festaiolo genuino e cosmopolita, 50% cazzone 50% orgiastico.

E’ lo spirito che ritroviamo in The Visitor, un disco che è tanto cupo (la palette delle produzioni, virate al violaceo e al nero pelle metallizzato), quanto cialtrone (i cantati sgraziati ed ebeti che sono il suo marchio di fabbrica), la perfetta colonna sonora di una notte picaresca tra i budelli più stretti, affollati e sudati, vissuti come la boiler room del caso. Matias mette assieme techno e ritmi latini (Llegò El Don, Aonde, El Camaròn) in un mixone spinto (Levantate Diegors è così ottusa da essere industrial) che alla fine ha molto della glitterbeat e dell’electroclash, con punte spiazzanti tra lo psichedelico (Dear Inspector è Animal Collective ma addirittura John Lennon) e la new wave versante grottesco (nella lunga robotica cavalcata conclusiva A Certain Spirit, Residents e Devo). Zarro e compiaciuto, The Visitor funziona alla grande: è perfetto per sentirsi male bene tra le calli.

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