Recensioni

I Maxïmo Park sono uno tra i nomi più recenti di quella grande ondata revivalistica (che noi di SA amiamo chiamare emul) avviata in tempi non sospetti dagli Interpol e cavalcata dai vari Franz Ferdinand, Libertines, Killers, e in ultimo luogo Arcade Fire, Bloc Party, Art Brut. La band di Newcastle esordisce con un album, A Certain Trigger, già ben pompato da buona parte della stampa specializzata: la strada sembra spianata, l’iter è il solito a cui siamo bene abituati (risparmiando i dettagli che già potrete facilmente immaginare). Accantonando i soliti, retoricissimi discorsi che vengono naturali quando una di queste band si affaccia sulla scena (emulazione, arte, plagi etc etc etc), concentriamoci sulla musica che, quando è buona, spazza via tutte le chiacchiere, in barba anche agli ascoltatori (o critici) più intransigenti.
In questo disco troviamo un approccio decisamente punk (simile ai Bloc Party), con l’acceleratore spinto sulle chitarre, i cori e certe cadenze new wave di stampo britannico dettate dai synth: nel solito gioco dei riferimenti, il primo nome che viene in mente è quello degli Ultravox! (quelli di John Foxx, col punto esclamativo), ma anche Smiths (in Postcard of a Painting, e in generale in certe impostazioni vocali) o primi Cure e Jam. A parte qualche episodio indubbiamente accattivante (vedi l’insolito recitato-dream pop di Acrobat), alla lunga però sfugge l’identità complessiva del tutto. O meglio, se una certa cifra stilistica si può comunque individuare, fatica ancora ad attecchire nelle composizioni, forse troppo eterogenee e ancora immature; non è comunque escluso che, come per i Killers, l’obiettivo (quanto a consensi) venga comunque raggiunto.
Il problema di una proposta come quella dei Maxïmo Park in verità è sostanzialmente uno: quello di far risultare noioso e nauseante anche quanto c’è di positivo in tutta la “scena” emul. Se il rischio inflazione, viene da sé, di questi tempi è altissimo, adesso bisogna tenere ancora di più gli occhi (pardon, le orecchie) aperti. Oppure, enjoy anche questa volta, e avanti il prossimo.
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